Alla fine del II trimestre 2022 le imprese attive nella Cura e manutenzione del paesaggio a Modena e provincia sono 283 delle 24.270 presenti in tutta Italia e 232 di queste (l’82%) sono imprese artigiane. Lo comunica l’Ufficio Studi Lapam Confartigianato che ha messo sotto i riflettori solo le imprese di cura e manutenzione del paesaggio, senza considerare in questo dato i vivai e altre aziende di un comparto che diventa sempre più importante. Passando al livello regionale, inoltre, l’Ufficio Studi Lapam Confartigianato evidenzia come in Emilia Romagna le imprese del settore siano in totale 1.821, di queste ben 1.593 sono artigiane. Il settore, infatti, ha un’alta vocazione artigiana: le imprese di questo genere, rappresentano, infatti i tre quarti (75,3%) delle imprese del settore, quota tripla rispetto alla media di un quarto (24,7%) del totale economia per toccare i valori più alti, di circa il 90%, in Piemonte (89,3%), in Lombardia (88,4%) e in Emilia-Romagna appunto, con una percentuale dell’87,5%, un dato leggermente superiore ma sostanzialmente in linea con quello modenese.

I dati forniti da Lapam sulla struttura delle imprese attive, indicano in tutta Italia la presenza di 31.548 addetti nella Cura e manutenzione del paesaggio di cui 11.016 nell’artigianato, pari ad un terzo (34,9%) del settore. A Modena gli addetti totali sono 326, di questi 149 (il 45,7%) appartengono a imprese artigiane, mentre in regione gli addetti complessivi sono 2.980, di questi 1.154 (il 38,7%) sono di imprese artigiane.

“In questo momento i principali problemi della categoria riguardano da una parte la piaga dell’abusivismo, che impatta soprattutto sulle imprese più piccole del comparto, e dall’altra la difficoltà a reperire personale qualificato: in questo caso sono soprattutto le aziende più strutturate a faticare nel trovare figure professionali adeguate per i tempi”. Luca Benassi, presidente del Gruppo Giardinieri Lapam, commenta così la situazione della categoria. “Lapam Confartigianato ha recentemente portato avanti una campagna contro l’abusivismo, che resta un tema delicato per la nostra categoria come per altre – sottolinea Benassi – e su questo dobbiamo sempre mantenere la guardia alta per rendere consapevoli i cittadini e per evitare problemi: non dimentichiamo che il nostro mestiere comporta anche rischi per l’incolumità personale. Circa il tema della difficoltà di reperire personale qualificato, che, come dicevo, è proprio soprattutto delle imprese strutturate e di chi ha anche altre attività, come ad esempio vivai, è importante parlarne anche nelle scuole per incentivare giovani a intraprendere questo percorso professionale. Il verde rappresenta il futuro, è quello che ci salverà. Occorre valorizzare a partire dagli istituti scolastici, figure che diventeranno i futuri giardinieri”.  Il Gruppo Giardinieri Lapam, tra l’altro, è piuttosto sviluppato e racchiude, tra Modena e Reggio Emilia, quasi 200 aziende del settore. Un numero importante che dimostra come negli ultimi anni il lavoro svolto sia stato proficuo.

 

 

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