Nel 2021 in Emilia-Romagna un terzo (33,7%) delle nuove immatricolazioni di autovetture è stata ad alimentazione elettrica o ibrida. Sebbene una larga parte del parco circolante rimanga ad alimentazione tradizionale endotermica (diesel e benzina principalmente), la diffusione delle auto elettriche o ibride è molto veloce.

Lo riporta una ricerca promossa da Lapam Confartigianato, che riprende diversi dati. Quelli Aci relativi al parco autovetture circolante in Emilia-Romagna dicono che, nel 2021, sono quasi 3 milioni le autovetture: circa due auto su cinque (39,2%) sono alimentate a benzina e altrettante a gasolio (39%), un più limitato 3,2% sono auto ibride e lo 0,3% sono auto elettriche. In un anno le automobili circolanti in regione sono in lieve aumento dello 0,1% e, mentre le principali tipologie di alimentazione diminuiscono, dell’1,8% il gasolio e dell’1,6% la benzina, le auto ibride (a benzina o a gasolio) e quelle elettriche sono cresciute del 60,8%, con il +57% delle ibride e il +125,1% delle elettriche.

La mobilità sta rapidamente cambiando verso la sempre maggior diffusione di tecnologie più attente all’impatto ambientale. Lapam fa notare che nel 2021 in Emilia-Romagna si contano 3.433 auto ad alimentazione elettrica o ibrida ogni 100mila auto circolanti, un’incidenza 6,7 volte superiore alle 510 del 2016, che pone l’Emilia-Romagna al quinto posto in Italia per diffusione di questa tipologia. In questo ambito la provincia di Reggio Emilia si difende piuttosto bene, con 3.360 autovetture ibride ed elettriche in circolazione ogni 100mila circolanti (in regione dietro alle sole Bologna e Modena e al 22° posto in Italia). In totale le vetture ibride/elettriche circolanti a Reggio Emilia e provincia è di 11.849 (10.700 ibride e 1.149 elettriche), anche qui al terzo posto a livello regionale.

L’indagine dell’Ufficio Studi Lapam spiega anche come siano 6.057 le imprese attive in Emilia-Romagna che assicurano la manutenzione e riparazione del parco veicolare. “L’evoluzione del comparto auto e il crescente utilizzo delle tecnologie digitali profila una domanda di lavoro sempre più caratterizzata da una maggiore diffusione di competenze digitali (e-skill) – sottolinea il presidente di Lapam Autoriparazione, Daniele Michelini – e le nostre imprese devono rimanere al passo coi tempi. I dati Unioncamere-ANPAL, Sistema Informativo Excelsior, mostrano che nel 2021 le imprese emiliano-romagnole ricercavano 4.480 meccanici artigianali e riparatori di automobili. A quattro entrate su cinque (l’83,5%) erano richieste competenze digitali per la comunicazione, come l’uso di tecnologie internet, e la capacità di gestire e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale, ad oltre la metà (51,8%) erano richieste capacità di utilizzare linguaggi matematici e informatici per organizzare e valutare informazioni qualitative e quantitative e ad uno su due (51,3%) era richiesta la capacità di gestire soluzioni innovative nell’ambito di ‘impresa 4.0’, applicando tecnologie robotiche, big data analytics e internet delle cose ai processi aziendali”. Michelini fa osservare anche come sia difficile acquisire queste competenze nelle aziende del comparto autoriparazione: “Nel tempo si osserva un incremento della quota di imprese alla ricerca di meccanici e riparatori di automobili dotati di un alto livello di competenze digitali e di competenze necessarie per l’utilizzo di tecnologie 4.0. Ma quasi 2 meccanici ed autoriparatori su 3 (il 67,4%) sono difficili da reperire, percentuale che si ripropone anche per le tre competenze digitali in esame con il massimo di 68,3% per quella di gestire soluzioni innovative nell’ambito di ‘impresa 4.0’. Nel caso di richieste di livello alto e medio alto la difficoltà di reperimento di risorse che padroneggino questa competenza sale fino a quota 77,4%”.

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