
Così l’assessore regionale alla Pesca, Alessio Mammi, in vista della scadenza della deroga, a fine 2022, per il prelievo in adriatico della ‘vongola di mare’, che già vede gli europarlamentari spagnoli pronti a contrastare la deroga per l’Italia.
Una proroga vitale per l’economia della pesca regionale dal momento che l’Ue ha fissato come soglia minima per il prelievo dei molluschi 25 millimetri, una taglia troppo alta per le ‘venus gallina’.
“Come già fatto negli anni scorsi – evidenzia Mammi, pronto a chiedere l’intervento di Bruxelles – per salvare la taglia minima per il prelievo delle cosiddette ‘Poverazze’ dell’Adriatico. Come dimostrano gli studi scientifici effettuati in questi anni- prosegue l’assessore-, la deroga non ha inciso negativamente sulla riproduzione dei bivalvi e sull’ecosistema marino, grazie anche alle azioni ambientali e di sostenibilità dei nostri pescatori. Si tratta di un risultato molto importante per l’economia ittica del territorio regionale: la mancata deroga avrebbe assestato infatti un duro colpo al comparto già colpito dalla pandemia e dalla chiusura dell’Horeca e dai recenti fenomeni di anossia che hanno interessato alcune porzioni di mare dove viene praticata l’acquacoltura”.
Il comparto ittico regionale
In Emilia-Romagna la flotta delle imbarcazioni con draga idraulica è composta da 54 unità di cui 18 iscritte al compartimento marittimo di Ravenna e 36 a quello di Rimini, rispettivamente organizzate in due Consorzi di gestione molluschi.

