Il Tribunale di Bologna ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di PS, con divieto di avvicinarsi ai familiari, nei confronti di un uomo italiano di 50 anni resosi responsabile di maltrattamenti e di comportamenti lesivi dell’integrità fisica e morale della madre e di altri congiunti le cui condotte persecutorie risalgono già dall’anno 2016.

Gli episodi, reiterati e continuati nel tempo, hanno assunto aspetti sempre più preoccupanti per intensità e frequenza, rendendo intollerabile l’esistenza degli anziani genitori.

La pericolosità sociale del soggetto emerge dalla consistenza dei precedenti di polizia e dalle condanne riportate nel corso degli anni, elementi indicativi di un’indole aggressiva e di una forte spinta criminale che i provvedimenti di condanna e di natura cautelare non hanno arginato: i reati contro il patrimonio sono stati accompagnati da condotte violente, le misure cautelari degli arresti domiciliari sono state eluse ripetutamente, le violazioni al Codice della Strada per guida in stato di alterazione derivante da assunzione di sostanze  sono aumentate nel tempo, in seguito ad un abuso sistematico di sostanze alcoliche e stupefacenti.

Tale stile di vita, incurante delle regole della convivenza civile, ha di fatto reso il soggetto sempre più aggressivo soprattutto nei confronti dei genitori anziani, particolarmente vulnerabili per motivi di salute.  Le prevaricazioni dell’uomo sono state indirizzate soprattutto nei confronti della madre convivente che, per gravi problemi legati all’età, versa in condizioni precarie di salute che ne compromettono la deambulazione costringendola a letto, alla mercè delle intemperanze del figlio.

Nonostante fosse già gravato da misure cautelari volte all’allontanamento dalla abitazione familiare, l’uomo non ha esitato ad accedere ripetutamente all’interno dell’appartamento in evidente stato di alterazione, maltrattando fisicamente i entrambi i genitori con spintoni e schiaffi, gettando i genitori nello sconforto e nella paura costante per la propria incolumità.

Non sono state lesinate nemmeno minacce e offese, nella continua richiesta estorsiva di importanti somme di denaro, con le quali l’uomo ha sperperato le risorse economiche della famiglia. Le frequenti liti e le intimidazioni commesse nei confronti dei genitori generalmente non si interrompevano nemmeno alla presenza della sorella, a sua volta oggetto di maltrattamenti.

Le numerose richieste di intervento alle Forze di Polizia da parte di quest’ultima, sempre accorsa in difesa dei genitori, hanno indotto il Questore ad adottare la misura dell’Ammonimento nel 2020, benchè anche questo provvedimento si sia rivelato poco utile per arginare la pericolosità dell’uomo, sprovvisto di ogni capacità di autocontrollo.

La pervicace condotta maltrattante nei confronti della madre appare ancora più pericolosa se si considera che l’uomo, nonostante alcuni periodi di detenzione, dopo la scarcerazione si è recato tutte le volte presso l’abitazione familiare nello stesso giorno di dimissioni dal carcere, presentandosi in condizione di forte alterazione da alcool, al fine di estorcere con la violenza somme di danaro. La grave pericolosità sociale, connotata da sistematica persecuzione della madre come abitudine di vita, hanno consentito l’applicazione della misura indicata, concessa per un periodo di tre anni, alla quale sono state aggiunte specifiche prescrizioni, tra le quali i divieto di avvicinarsi ai genitori e alla sorella.

 

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