Venerdì 13 gennaio alle 17, sarà presentata in sala Anziani a Palazzo d’Accursio la mostra fotografica “Proiezioni ORTOgonali, visioni e suoni di orti bolognesi”, fotografie di Erica Zanetti, Serena Magagnoli, Francesco Grazioli, Andrea D’Aprile, Gianpietro Lazzarin: a cura di Ilaria Braschi e Francesca Vaccari.

La mostra, allestita nella Manica lunga, è un percorso visivo, uditivo e olfattivo tra gli orti urbani bolognesi, accompagnato da informazioni sulla funzione sociale, didattica, scientifica, culturale, produttiva e storica di questi habitat, nel variopinto rapporto tra il singolo e la comunità. La mostra fa parte delle attività di disseminazione del FoodE in Bo festival, il MyLocalFoodE event del progetto europeo H2020 FoodE, coordinato da Francesco Orsini del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari (Distal) dell’Università di Bologna, con il Comune di Bologna come partner di progetto.

Durante l’evento di inaugurazione verrà presentato il catalogo della mostra, disponibile online gratuitamente su AMSActa, la biblioteca digitale dell’Università di Bologna.
Interverranno: Daniele Ara, assessore Agricoltura; Rosalba Lanciotti, direttrice del Distal; Francesco Orsini, coordinatore del progetto FoodE.
Parteciperanno: Giovanni Bazzocchi, entomologo, Distal, con un intervento su “Orti e biodiversità”, Valentina Bergonzoni e Teresa Guerra, Fondazione Villa Ghigi, che parleranno di “Orti urbani, didattici e terapeutici”; Erica Zanetti, fotografa, con un intervento su “ORTOgrafie: segni di terra bolognese e della sua gente”; Francesca Vaccari e Giardino Savioli con “ORTIePORTICI. Autobiografia di un’area verde urbana” e, in chiusura, Francesco Casadei di UniBO, con “Una riflessione storica sull’area urbana bolognese”.

“Proiezioni ORTOgonali. Visioni e suoni di orti bolognesi”
Una mostra per scoprire gli orti urbani bolognesi, tra opere video-fotografiche, mappe storiche, stimoli uditivi e un allestimento di specie ortive officinali. Da mercoledì 11 a sabato 21 gennaio, nella Sala della Manica Lunga di Palazzo d’Accursio.
Curata da Ilaria Braschi (Distal) e Francesca Vaccari(Giardino Savioli), l’esposizione si compone delle opere video-fotografiche di Erica Zanetti, Serena Magagnoli, Francesco Grazioli e Andrea D’Aprile, di una selezione di mappe storiche di aree verdi comunali a cura di Francesca Vaccari, di stimoli uditivi raccolti da Gianpietro Lazzarin e di un allestimento di specie ortive officinali a cura di Giovanni Bazzocchi (Distal).
La mostra è organizzata nell’ambito del MyLocalFoodE festival, attività di disseminazione alla cittadinanza e ragazzi in età scolare del progetto H2020 FoodE, coordinato da Francesco Orsini (DISTAL – Università di Bologna). La mostra vuole essere un momento di riflessione sulla biodiversità fornita dagli orti cittadini, sulla loro funzione sociale, didattica e terapeutica, senza dimenticarne i principali aspetti storici e culturali.
Ci si immerge così nelle ORTOgrafie, segni di terra bolognese e della sua gente, fotografie di Erica Zanetti. Orto, poeticamente, significa “il sorgere del sole nel cielo”.

Iniziata negli anni Ottanta, dall’intuizione del sindaco Renato Zangheri, l’esperienza degli orti comunali di Bologna, con 3000 appezzamenti, diffusi in otto quartieri, costituisce una realtà viva, dinamica, fatta di impegno e di cura. Gli orti non sono solo scorci di campagna in città, ma anche luoghi di socializzazione per le persone anziane, che spesso più di altre, rischiano l’isolamento e la solitudine. Le finalità sociali sono alla base dell’esperienza portata avanti da ANCeSCAO Associazione Nazionale dei Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti, dagli anni Novanta, e dal Comune di Bologna che, insieme a tante realtà attive sul territorio, fanno dell’Emilia-Romagna la regione italiana più virtuosa.

Il racconto fotografico di Erica Zanetti mostra i segni di una comunità attiva che cambia nel tempo. Gli ortolani degli inizi, in gran parte ex contadini e braccianti, oggi sono stati sostituiti da ortolani che prima lavoravano in fabbrica, nella scuola e in tanti altri luoghi di lavoro. È la città che cambia. Ma la passione con cui coltivavano gli orti ieri è la stessa di oggi. Nel tempo il valore dell’esperienza è cresciuto. La ricerca ORTOgrafie vuole raccontare tutto questo e si propone come occasione per riflettere sul passato e sul futuro di una storia preziosa per Bologna.
Si prosegue con le fotografie selezionate da Serena Magagnoli, entomologa e fotografa. Le immagini sono frutto di intere giornate spese alla ricerca dei “piccoli dominatori” della Terra; artropodi che popolano silenziosamente ogni angolo di verde tra il cemento delle città. I giardini e gli orti urbani, se gestiti correttamente e senza l’uso di pesticidi, rappresentano veri e propri baluardi per la salvaguardia della biodiversità. Inoltre, grazie alla presenza di un’elevata diversità vegetale, specie fiorite incluse, si garantiscono nettare e polline agli insetti pronubi e siti di rifugio e prede alternative per i predatori, fauna utile per il contenimento degli insetti dannosi.
Ci si immerge nella natura con le immagini di Microvita del fotografo e documentarista Francesco Grazioli. Le foto esposte all’interno della mostra fanno parte di un lungo percorso, intrapreso diversi anni fa, con lo scopo di documentare quella fauna esclusiva, quasi invisibile agli occhi, che fa parte della biodiversità che resiste all’urbanizzazione. Le uniche oasi verdi delle città sono costituite dai giardini e dagli orti urbani, fonti di cibo e di siti di rifugio e nidificazione per molte specie animali. Senza questi ambienti, le città sarebbero più vuote e tristi togliendoci anche quel poco di natura che ci consola nelle frenetiche giornate di lavoro
Francesca Vaccari, grafica editoriale, presenta ORTIePORTICI, progetto che nasce dall’ osservazione di una piccola area verde a pochi passi dalla porta di Strada Maggiore, a Bologna, ha dato origine a una ricerca storica sul territorio. Un portico, costruito quattrocento anni fa, traccia il confine del giardino dalla via Emilia. Cartografie, disegni, documenti d’archivio confermano che la struttura di una città come Bologna è il risultato di un lungo rapporto dialettico tra aree verdi e costruito architettonico: un linguaggio prezioso ancora oggi per l’equilibrio ambientale della città
La mostra si arricchisce di suoni e visioni grazie alle installazioni di Andrea D’Aprile e Gianpietro Lazzarin. 

Per scaricare il catalogo della mostra questo è il link:
http://amsacta.unibo.it/7140/1/catalogo_proiezioni_ORTOgonali.pdf


BIO artisti

Erica Zanetti. Sono nata a Bologna l’11 gennaio 1976. Diplomata in Arti Visive inizio a fotografare a 15 anni durante uno dei miei primi viaggi a New York, diventata poi il luogo della sperimentazione e della ricerca. La passione per la fotografia matura con uno sguardo attento ma discreto rivolto alla mia città d’origine, ai suoi cortili e a quegli angoli nascosti che mi hanno portato a vincere i primi concorsi. Alla passione per la fotografia si affianca quella per la danza e il teatro, che ho vissuto come protagonista sul palco e successivamente in platea, talvolta dietro le quinte, come fotografa. I soggetti cha ho ritratto – cittadini immersi nei labirinti urbani, volti di attori in scena, geometrie di architetture contemporanee, fino ad arrivare alle opere d’arte di uno scultore bolognese – sono espressione di una ricerca fotografica che nasce da una formazione poliedrica. Ho trascorso molto tempo tra i fiori e le piante, lavorando come flower designer, per scenografie ed eventi privati, mostre e matrimoni. Mi occupo anche di creazione di contenuti digitali, che amo raccontare attraverso la fotografia per trasmettere in modo personale emozioni e suggestioni.

Serena Magagnoli. Nasco a Bologna nel 1985. Da sempre coltivo una grande passione per la natura che mi ha spinto, nel corso degli anni, a laurearmi in Biologia all’Università di Bologna. Durante gli studi rimango folgorata dall’entomologia e da oltre dieci anni ho unito a questa passione quella per la fotografia iniziando a documentare il diversificato mondo degli Insetti (e non solo…). La maggior parte del mio tempo libero lo passo in mezzo alla natura alla ricerca di nuovi incontri e nuove avventure! Negli ultimi 9 anni la mia passione è diventata anche il mio lavoro e, dopo un Dottorato di ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l’area di Entomologia dell’Università di Bologna, ho avuto la possibilità di continuare questa meravigliosa esperienza come assegnista di ricerca.

Francesco Grazioli. Nato all’ombra delle Due Torri nel febbraio ’81, fin da piccolo ho trovato nelle Scienze Naturali un fascino irrinunciabile. Dal 2000 ho abbinato questa mia “vocazione” ad una nuova e sempre più crescente passione, la fotografia, esplorandone tecnica e creatività frequentando fotografi professionisti di diverse esperienze. Con il passare del tempo sono riuscito a mettere insieme un corredo che mi consente di spaziare dai close-up della macrofotografia più “spinta” alla ripresa di animali schivi con l’aiuto di supertele e sofisticati sistemi di fototrappolaggio autoprodotti. Dal 2007 lavoro attivamente con Editoria, Enti, Associazioni e privati per la fornitura di materiale fotografico d’archivio, la realizzazione di servizi dedicati, cartellonistica, pubblicazioni didattico-divulgative, prodotti promozionali, multimediali, ecc. Per esigenze lavorative, negli ultimi anni mi sono avvicinato a quello che ritengo – da sempre – il più difficile ma potente dei mezzi di comunicazione: la documentaristica. Seppur in punta di piedi, ho cercato di fare molta pratica, allargando gli orizzonti e le frequentazioni professionali fino a realizzare video divulgativi e promozionali per Enti e privati, oltre a documentari. Diversi miei lavori sono andati in onda su GEO, trasmissione televisiva di Rai 3, e su diverse piattaforme d’informazione (Ansa, Il Resto del Carlino, La Repubblica).

Francesca Vaccari, grafico editoriale, collabora con le case editrici il Mulino e Zanichelli di Bologna occupandosi di comunicazione e ricerca iconografica. Dalla collaborazione con la Casa di Quartiere Stella per la valorizzazione e la tutela del giardino Savioli è nato il progetto ORTIePORTICI. Il lavoro di ricerca storica sul territorio ha portato alla pubblicazione del libro Un giardino, una storia. Autobiografia del giardino Savioli (giardinosavioli.it)

Andrea D’Aprile è nato a Bologna nel 1996, dove ha conseguito sia la laurea triennale che la magistrale in Scienze e Tecnologie agrarie, nel 2002 ha iniziato il suo percorso di dottorato presso a stessa Università. Capo scout, attivista LGBTQ+ e viaggiatore è da sempre appassionato di fotografia e video editing, passione sviluppata nel corso dei suoi numerosi viaggi all’estero, in quest’arte ci vede un modo di esprimere sé stesso e condividere il suo amore per il mondo agricolo, la storia e la natura.
Gianpietro Lazzarin (pseudonimo: Ivory Fool) è un artista musicale e sound designer. Nasce a Padova nel 1994 e comincia giovanissimo a dedicarsi alla produzione/composizione di musica elettronica e alla sperimentazione nell’audiovisivo. Si laurea in Storia dell’Arte a Venezia e in Arti Visive a Bologna, città nella quale tuttora vive. Dopo una lunga ricerca sulle improvvisazioni al piano e sui linguaggi poetici, nel 2021 torna al mondo della musica digitale e del sound design. Nel 2022 realizza la sua prima colonna sonora (“La notte più lunga” di Letizia Giorgio) mentre si forma come tecnico allestitore scenico.