(Foto Roberto Rossi)

La rigenerazione urbana dell’area ex STA.VE.CO di Bologna, futuro Parco della Giustizia, è al centro del concorso di progettazione appena pubblicato dall’Agenzia del Demanio. Si tratta del primo passo per restituire alla città un‘ex area militare dismessa, trasformandola in un luogo aperto ai cittadini. Il sito ospiterà un ampio Parco ad uso pubblico e uffici di nuova generazione rispondenti alle necessità logistiche del Ministero della Giustizia.

L’ex STA.VE.CO., tra aree esterne e coperte, si estende per un totale di circa 9 ettari e si compone di una cinquantina di edifici, realizzati in diversi periodi storici e con differenti destinazioni d’uso. Grazie a questo intervento sarà possibile concentrare in un’unica sede la maggior parte degli uffici giudiziari distribuiti su tutto il capoluogo emiliano, abbattendo la spesa per locazioni passive con un risparmio annuo per lo Stato di circa 5 milioni di euro.

L’operazione di recupero dell’ex cittadella militare, dal particolare interesse storico, è partita nel 2018 con un protocollo di intesa tra il Ministero della Giustizia, l’Agenzia del Demanio, il Comune di Bologna, la Corte di Appello di Bologna, la Procura Generale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Provveditorato Interregionale alle OO.PP. per la Lombardia e l’Emilia Romagna. Nel 2020 il Ministero della Giustizia ha stanziato 105.750.000 euro per la realizzazione del futuro Parco della Giustizia, affidando all’Agenzia le funzioni di Stazione Appaltante. L’intervento di recupero si distinguerà per un alto livello di qualità progettuale, da conseguirsi anche mediante il ricorso a tecniche innovative che tutelino le qualità architettoniche e materico-costruttive degli edifici, con particolare attenzione a quelli di interesse storico. Il restauro e l’adeguamento sismico riguarderà circa 35 mila mq di edifici: oltre 7000 mq saranno demoliti e circa 3000 mq saranno invece oggetto di nuove costruzioni. L’area destinata a Parco dovrà prevedere un sistema di verde pubblico fruibile che realizzi la connessione tra viale Panzacchi, via Codivilla e il parco pubblico di San Michele in Bosco e dell’Istituto Rizzoli. Sul tema dei parcheggi che interessa tutta la zona, la proposta progettuale includerà la realizzazione di circa 400 posti auto conformi agli standard urbanistici, per un totale di circa 8000 mq. Massima attenzione sarà data anche alla rete di connessioni ciclo-pedonali, con una serie di percorsi e di passerelle che consentano la fruizione del Parco della Giustizia, e il collegamento tra le aree urbane limitrofe con il centro storico di Bologna, le Colline Bolognesi e i Giardini Margherita.
E’ inoltre previsto il recupero conservativo degli affreschi presenti all’interno dell’area e delle più recenti opere di Street Art, per mantenere la memoria artistica del bene anche nelle sue più moderne evoluzioni: all’interno del bando è, infatti, prevista una valutazione del recupero e lo spostamento dei murales al fine di poterli riallocare in uno spazio museale da prevedersi all’interno dell’area.

Per poter partecipare al concorso di progettazione c’è tempo fino al 16 marzo 2023. Tutte le informazioni del bando sono reperibili sul sito dell’Agenzia del Demanio collegandosi al seguente link o sulla G.U.R.I. (Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana).

Al vincitore del concorso, oltre al premio di 110.000 euro per il primo classificato, verranno riconosciute le spese tecniche per il progetto di fattibilità tecnica ed economica che è stimato a base d’asta in 7.521.404,09 euro, da ribassare come da documentazione di gara.

Il progetto rientra in una più ampia collaborazione dell’Agenzia del Demanio con il Ministero della Giustizia per lavorare sinergicamente a un modello di “Parchi della Giustizia” da replicare su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo perseguito dal Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, e dal Vice Ministro Francesco Paolo Sisto, delegato all’edilizia giudiziaria, è quello di ottimizzare gli spazi in uso agli uffici giudiziari, attivando percorsi virtuosi di rigenerazione urbana, rendendoli permeabili e integrati, vicini al cittadino che potrà fruire di spazi verdi e aree attrezzate.
Queste strutture saranno sviluppate, sin dalla fase di progettazione, anche con lo scopo di garantire la sostenibilità ambientale, la qualità funzionale tecnica ed architettonica, la resilienza degli immobili ai cambiamenti climatici e al rischio sismico, prevedendo quindi il massimo contenimento dei consumi energetici, la riduzione della spesa per i fitti passivi, per gli oneri manutentivi e dei costi di gestione.

 

Articolo precedenteL’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia in merito al concorso per direttore di chirurgia oncologica
Articolo successivoUcraina, Meloni “Forte coesione tra alleati per assistenza a 360 gradi”