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Da venerdì 24 febbraio è possibile presentare domanda per accedere ai contributi messi a disposizione dal bando della Regione Emilia-Romagna a sostegno dell’imprenditoria femminile per promuovere sia lo sviluppo delle nuove imprese che il consolidamento di quelle esistenti.

E’ un’occasione importante per dare impulso alle realtà portate avanti da donne.

A fine 2022 le imprese femminili attive in regione sono scese a quota 84.979 pari al 21,4 per cento del totale delle imprese regionali (-0,4 per cento, -349 unità). E’ quanto segnala l’ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna che ha elaborato i dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere.

La tendenza risulta la stessa per le altre imprese regionali, quelle non femminili, che hanno subito una flessione più rapida (-0,9 per cento, -2.808 unità).

L’andamento delle imprese in rosa è assai diverso se si considerano due sottoinsiemi non disgiunti: la componente giovanile e quella straniera.

La tendenza negativa delle imprese femminili giovanili – si è decisamente accentuata alla fine del 2022 (-1,4 per cento, -111 imprese). Al contrario le imprese femminili straniere sono risultate in continuo aumento dall’inizio della rilevazione anche se nell’ultimo trimestre 2022 ha trovato conferma un parziale rallentamento (+2,8 per cento, +344 imprese). Quindi la crescita delle imprese femminili straniere ha contenuto la tendenza negativa dominante per le imprese femminili regionali. Anche in Italia nel 2022 le imprese femminili sono diminuite in misura analoga a quella regionale (-0,4 per cento).

 

I settori di attività economica: in calo agricoltura e commercio, crescono le costruzioni

La lieve flessione delle imprese femminili deriva dalla composizione di tendenze ampiamente divergenti. Aumenta il numero delle imprese che raggiungono quota 3.272 nel settore costruzioni (+2,1 per cento), mentre al contrario prosegue la contrazione in agricoltura (-2,1 per cento) che conta 11.415 aziende e industria (-1,3 per cento) ferma a quota 7.412. Lieve aumento per il comparto degli altri servizi (+0,9 per cento), che conta 41.613 imprese, mentre prosegue il calo nel commercio (-2,0 per cento) che annovera 21.267 aziende.

La forma giuridica

Nonostante la leggera flessione delle imprese femminili, le società di capitale sono di nuovo notevolmente aumentate (+3,0 per cento), fino a raggiungere quota 16.973 anche per effetto dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. A fare da contraltare sono state la riduzione delle società di persone (-2,5 per cento), che sono 11.312 a fine anno e delle ditte individuali (-1,0 per cento), in totale 55.288.

Le altre forme societarie (come cooperative e consorzi) hanno avuto invece una particolare crescita (+1,7 per cento).