ROMA (ITALPRESS) – “Siamo in attesa delle valutazioni di Italia Viva sul ‘cronoprogrammà proposto da Azione. Il protagonismo della destra e della sinistra richiede velocità, oltre che intelligenza, altrimenti la nostra voce suonerà debole”. Lo ha detto Mara Carfagna, presidente di Azione, in un’intervista al Corriere della Sera, a proposito del partito unico. “Io sono entrata in Azione – aggiunge – con la convinzione che all’Italia servisse un Terzo polo equidistante tra destra e sinistra e capace di costruire un’alternativa alla propaganda tossica degli opposti estremismi. Abbiamo davanti cinque anni per costruire il nostro progetto a livello nazionale. Sui territori, distingueremo caso per caso, nome per nome, programma per programma”, ha affermato. “Ho sempre puntato ai risultati, non al ruolo. E credo di aver prodotto risultati, dalla legge sullo stalking ai Lep per gli asili nido, dalle enormi risorse Pnrr per il Sud alle norme contro i matrimoni forzati, anche senza ruoli dirigenti di partito, anzi talvolta in conflitto con il partito in cui stavo”, ha aggiunto.
Carfagna ritiene che la vittoria di Elly Schlein alla segreteria del Pd contribuisca a chiarire il quadro politico: “ora c’è una destra, una sinistra e un centro, il nostro, che si rafforzerà con la nascita di un partito unitario”. “Da donna – aggiunge – sono contenta di ogni affermazione di leadership femminile: lo sguardo delle donne può cambiare in meglio le priorità della politica e anche il carattere del discorso pubblico italiano, a volte al limite del bullismo”. Sull’ipotesi di nuove battaglie comuni col Pd, Carfagna sottolinea che sarà possibile “se prevale la visione sui tatticismi delle alleanze. Penso di sì e spero che oltre le battaglie ‘contrò si trovi sintonia nelle battaglie ‘per’. Per il rifinanziamento della sanità e della scuola pubblica. Per il salario minimo. Per nuove regole che costruiscano flussi legali di immigrazione e rispondano alla domanda delle imprese. Certo, sulla patrimoniale, sul no ai rigassificatori o ai termovalorizzatori, sull’ambiguità sul sostegno all’Ucraina o sul rilancio del rischio fascismo è difficile trovare un punto di intesa”.
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