
In seguito ad una complessa attività investigativa, emersa dal quotidiano monitoraggio dei reati predatori commessi in città e dall’analisi delle denunce presentate giornalmente, infatti, i poliziotti della IV Sezione – Contrasto al crimine diffuso della Squadra Mobile, sono riusciti ad identificare proprio nel cittadino moldavo il presunto autore dell’estorsione e delle rapine.
Tale attività, infatti, ha portato gli investigatori a focalizzarsi su una serie di reati contro il patrimonio particolarmente gravi che per le descrizioni fornite dalle vittime in merito all’autore, la zona di commissione e il modus operandi, apparivano riconducibili alla stessa persona. Gli episodi contestati, infatti, sono avvenuti tra via San Petronio Vecchio, via Cartoleria, piazza Aldrovandi e via Begatto.
Tutte le vittime, infatti, denunciavano di venire avvicinate da un soggetto descritto come di nazionalità dell’est Europa, che chiedeva con insistenza una somma di denaro e al loro rifiuto, le minacciava portandosi la mano in tasca riferendo di essere armato di coltello, arma che in alcuni episodi veniva effettivamente mostrata. In due episodi, il reato di rapina si consumava con le vittime che consegnavano i soldi al malfattore, per altri sei eventi, invece, veniva contestato il tentativo di rapina, poiché o per l’intervento di terzi o per la fuga delle vittime, il reato non veniva portato a termine.
In un episodio, invece, la vittima veniva costretta a recarsi ad uno sportello bancomat per prevelare la somma di 50 euro che consegnava all’autore, motivo per il quale veniva contestato il più grave reato di estorsione.
L’attività di indagine avviata ha così consentito in breve tempo di individuare il presunto autore delle condotte delittuose, grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati installati nella zona e grazie anche alle descrizioni fornite dalle vittime che hanno riconosciuto il reo. La ricostruzione degli eventi operata dalla IV Sezione contrasto al crimine diffuso della Mobile bolognese, ha consentito così di ricostruire nei dettagli i quattro episodi delittuosi e con il coordinamento del P.M. titolare delle indagini, dott. Bruno Fedeli, ha richiesto ed ottenuto la misura cautelare della custodia in carcere per l’indagato.
L’Ordinanza del GIP, emessa in data 17 aprile, è stata eseguita nella giornata del 18 aprile con la traduzione dell’arrestato in carcere a disposizione dell’A.G.

