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L’Asilo dell’Infanzia Scarabocchio di Savignano dal prossimo anno educativo (2023-2024) aggiungerà 6 ulteriori posti a tempo pieno per accogliere nuovi bambini e bambine nella fascia di età 0-6 anni. Questa aggiunta andrà a sommarsi ai 15 posti già predisposti lo scorso anno, arrivando così ad un totale di 21 nuove disponibilità, permettendo così il mantenimento di una terza sezione.

Tale aumento è reso possibile grazie al Fondo Solidarietà Comunale erogato per i piccoli comuni, ma non senza uno sforzo economico promosso dallo stesso Comune di Savignano: “Abbiamo voluto fortemente incrementare anche quest’anno il numero di posti disponibili al nido d’infanzia: la richiesta in questi ultimi anni è aumentata, complice anche la crescita demografica di Savignano, che ha portato, come su tutto il territorio, ad avere lunghe liste di attesa e la precaria certezza per le famiglie, di avere accesso a questo essenziale servizio” spiega l’assessora alla Scuola del Comune di Savignano, Antonella Gozzi.
“Poter permettere alle famiglie l’accesso all’asilo nido oggi assume una duplice importanza, sia come sostegno concreto ai genitori, in particolare alle donne lavoratrici che non dovranno più essere costrette a scegliere tra lavoro e maternità, sia per permettere ai bambini di colmare la loro necessità di socializzazione, fondamentale in questa fascia di età” conclude il Sindaco Enrico Tagliavini.

Il servizio dei Nidi di infanzia nelle Terre di Castelli, dal 2018 è stato affidato all’Azienda Pubblica per i Servizi alla Persona “G.Gasparini”. Il suo Presidente, dottor Marco Franchini si è dichiarato soddisfatto di questo importante traguardo: “Il Comune di Savignano ancora una volta investe importanti risorse sui nidi d’infanzia promuovendo, in contro tendenza, un servizio pubblico: è giusto ricordarlo perché il successo di un’azione non è mai casuale o banale e richiede scelte spesso impegnative. L’aumento continuo di richiesta di posti, però, e la soddisfazione mostrata per il servizio sembrerebbe premiare questo coraggio. In una fase in cui di natalità si parla per crisi delle nascite questi dati, che parlano di crescita, ci dicono la strada da intraprendere: prima che di risorse c’è bisogno di servizi di qualità, che si avvicinino ai bisogni delle famiglie, 12 mesi all’anno e ai territori. In questo l’azienda pubblica è il braccio operativo dei Comuni. Investimenti in servizi all’infanzia e progetti pedagogici all’avanguardia (avremo da quest’estate ben due pedagogiste impegnate su progettualità e coordinamento) sono la chiave di volta. Le risorse meglio spese sono quelle investite, se poi sono sui bambini allora sanno di futuro e speranza”.

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