

“Il Parco nazionale ha avuto in gestione questo tracciato da Enel Green Power, che ringraziamo, attivandosi per il suo ripristino nel rispetto della mission di tutela ambientale che ha – ha commentato Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale dell’Appennino rivolto ai partecipanti che hanno calcato in mattinata tutti i 2,5 km di percorso -.Ci appelliamo ora ai tanti turisti, camminatori e amanti del trekking con un invito alla prudenza ma, anche, a non perdere l’occasione di scoprire questo sentiero che è al pari di altri modelli Svizzeri e Francesi. Esso connette comodamente Tarlanda con Presa Alta, ma anche un secolo di storia, tra le generazioni che lo hanno costruito e le persone che, ora, ne usufruiscono”.
Il recupero è stato possibile grazie a interventi per 178.000 euro (con un finanziamento del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica) progettati dall’ingegnere Filippo Dallagiacoma. Massimo Sessego responsabile area idroelettrica Centro Nord di Enel Green Power ha commentato: “Si conferma ancora una volta la collaborazione con il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano per condividere iniziative che portano valorizzare e intercettare, a beneficio della collettività, aree limitrofe e dismesse dal punto di vista operativo, ma di grande significato storico e ambientale”.
“Un importante recupero – ha detto Franco Baccini, assessore del Comune di Ventasso – a servizio del nostro territorio. Era e rimane strategica la presenza di Enel per il circondario di Ligonchio”.
Arianna Garofolin, guida ambientale escursionistica del Parco, ha illustrato alcune peculiarità del percorso: “Fu realizzato da artigiani del posto a picco sull’Ozola; al termine del sentiero a Presa Alta esisteva un ristorante tradizionale a servizio degli operai del cantiere dell’erigendo bacino; in alcuni tratti sono ancora visibili i binari del tempo oltre a una flora autoctona di pregio e torrenti e sorgenti. Essendo un tracciato a servizio di una antica ferrovia, con pochissimo dislivello e immerso in faggete secolari, risulta particolarmente idoneo alla candidatura per una futura certificazione per sedute di foresta terapeutica da parte di Cnr e Cai”.


