Il presule, vescovo emerito di Ivrea, presidente di Pax Christi e fra gli ultimi testimoni e partecipanti al Consiglio Vaticano II, era stato insignito del Premio Dossetti e del Primo Tricolore nel maggio 2019 a Reggio Emilia, per il suo fedele, intelligente e coraggioso impegno per la pace. Il suo ultimo appello è stato per la pace in Ucraina

La giuria e i promotori del Premio la pace Giuseppe Dossetti si uniscono al cordoglio per la scomparsa di monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, presidente di Pax Christi. uomo di grande umanità, intelligenza, coraggio e fede.

Monsignor Bettazzi era stato ospite nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia nel maggio 2019, dove aveva ricevuto il Premio per la pace Giuseppe Dossetti ex aequo con il dottor Pietro Bartolo e, dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, l’omaggio del Primo Tricolore “per aver dedicato la sua vita a opere di sensibilizzazione al tema della pace, ad azioni di mediazione per il conseguimento della stessa e per il riconoscimento dei diritti umani, anche attraverso numerosissime missioni nei cinque continenti”.

L’anziano presule aveva tenuto in quella occasione una brillante lectio sui temi della pace, ricordando le sue diverse accezioni nella storia, da Costantino ai giorni nostri, passando per la crisi di Cuba e l’enciclica Pacem in terris di papa Giovanni XXIII, ricordando gli anni del Concilio Vaticano II, al quale aveva partecipato insieme a Dossetti stesso, fino alla marcia per la pace a Sarajevo a fianco del vescovo Tonino Bello.

Per 77 anni sacerdote, per 33 anni vescovo di Ivrea, per 17 presidente di Pax Christi, Bettazzi è stato promotore di pace e di dialogo con tutti.

Anche nel 2008, per la terza edizione del Premio Dossetti, monsignor Bettazzi era stato ospite d’onore nella cerimonia di premiazione a Cavriago.

Di seguito il suo ultimo intervento, del maggio scorso, quando aveva parlato delle tre strade da percorrere per la pace nell’Ucraina martoriata.

“Da sempre io sono per la non violenza. Ma come? Significa che bisogna accettare la violenza degli oppressori? No! Tre cose: noi abbiamo tutti la mentalità violenta, alle armi si risponde con le armi. Invece bisogna creare una mentalità non violenta. Poi bisogna impegnarsi davvero nella diplomazia: pensate che l’Europa ha fatto il primo atto diplomatico per l’Ucraina dopo 60 giorni di guerra. La terza cosa è l’interposizione, cioè dei volontari che vadano in mezzo. Anche noi nel nostro piccolo, quando andammo a Sarajevo, eravamo in mezzo e non hanno sparato”.

Il Premio per la pace Giuseppe Dossetti è promosso dal Comune di Reggio Emilia, Comune di Cavriago, Provincia di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna e con il sostengo della Fondazione Manodori di Reggio Emilia. In giuria Pierluigi Castagnetti, presidente, Antonia Sandrolini, Paolo Burani, Clementina Santi e Chiara Piacentini.

 

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