«Negli ultimi 12 anni il numero di imprese attive ha visto un calo costante in provincia di Reggio Emilia, registrando un -5,9%. A fine 2022, dato più aggiornato, nel territorio reggiano si contano 49mila imprese, rispetto alle 52mila del 2010. Questi dati ci devono fare riflettere, perché in un territorio trainante per l’economia della Regione dobbiamo continuare a investire e invertire il trend, incentivando le persone ad aprire nuove attività».

Gilberto Luppi, presidente Lapam Confartigianato, commenta con queste parole l’analisi elaborata dall’ufficio studi dell’associazione che evidenzia un quadro di decrescita significativo per quanto riguarda le attività nel territorio di Reggio Emilia. Delle 49mila imprese attive al 2022, il 37,6% è artigiano, un comparto che registra cali più consistenti di imprese (-12,4%). In provincia di Reggio Emilia nei 2 anni 2021-2022 si osserva una crescita: questa è dovuta in parte al comparto Costruzioni, molto presente nel tessuto economico reggiano (in cui pesa per il 23,4% delle imprese totali) che in corrispondenza con l’avvio del Superbonus 110% ha visto una robusta crescita del settore.

Considerando altri indicatori, nell’ultimo decennio l’economia della provincia reggiana non si è fermata. Il mercato dell’occupazione rimane vivace: crescono del 2,8% infatti gli addetti che lavorano nelle imprese del territorio dal 2012 al 2021. Diminuiscono nello stesso periodo, tuttavia, i lavoratori in micro imprese con meno di 10 addetti (-7,6%) mentre cresce la dimensione media d’impresa, con attività che tendono ad essere sempre più strutturate. Cresce nel contempo il valore aggiunto del territorio, che nonostante la battuta d’arresto causata dalla pandemia, tra il 2010 e il 2020 vede a Reggio Emilia un +12%.

«Le previsioni restano di crescita anche per gli anni successivi – conclude il presidente Luppi – e questo è sicuramente un fattore positivo. Se analizziamo le dinamiche di lungo periodo, notiamo grosse differenze tra macrosettori: l’Agricoltura e la Manifattura subiscono una costante emorragia di imprese, mentre le Costruzioni hanno visto un rimbalzo a partire dal 2019 come già accennato (pur restando inferiori sia in termini di imprese che di occupati rispetto al 2010). Tra i Servizi osserviamo come il commercio e l’autoriparazione siano in calo, mentre crescono l’alloggio e ristorazione, i servizi alle persone e alle imprese. Ora servono degli aiuti dal Governo che siano davvero significativi per incentivare a diventare imprenditori, aprendo una propria attività e intraprendendo un percorso lavorativo autonomo. Come Lapam affianchiamo coloro che vogliono mettersi in proprio con servizi e consulenze specializzate, ma abbiamo veramente bisogno di aiuti strutturali e sgravi fiscali che incentivino l’apertura di nuove realtà».

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