“Adesso basta!”. Venerdì 17 novembre scioperano i diversi comparti del settore della Conoscenza: Scuola, Università, Ricerca, Conservatori, Formazione Professionale. Lo sciopero si inserisce nell’ambito della mobilitazione generale proclamata da Cgil e Uil per cambiare la Legge Finanziaria e per una diversa politica economica, sociale e contrattuale.

“Dopo anni di forte sofferenza dell’intero settore, le scelte del Governo e dei Ministeri dell’Istruzione e dell’Università e Ricerca confermano ancora la scarsa attenzione al personale, agli studenti e alle famiglie – afferma Claudio Riso, segretario sindacato Flc Cgil Modena –

La questione salariale è pesantissima per tutti: gli aumenti inflattivi degli ultimi anni hanno impoverito le buste paga dei lavoratori, l’una tantum prevista per dicembre sarà nei fatti un piatto di lenticchie che non alleggerirà le sofferenze di questi anni e gli sconti e le convenzioni che il Ministero tanto decanta sono uno schiaffo alla dignità e alla professionalità dei lavoratori della Conoscenza.

Più in particolare sulla scuola, il ministro poi rivendica proprio in questi giorni lo stanziamento di 110 milioni di euro a favore delle scuole private. La Flc Cgil denuncia come questo continuo definanziamento del pubblico comporta conseguenze che noi a Modena conosciamo benissimo: anche quest’anno abbiamo scuole con fortissima carenza di personale Ata, classi estremamente numerose nelle quali la didattica mirata e personalizzata rischia di essere solo una buona intenzione, e un numero altissimo di personale precario.

Aggiungo – prosegue il segretario sindacato Flc Cgil Modena – un aspetto che riguarda le famiglie e gli studenti che tra poche settimane dovranno scegliere la scuola superiore da frequentare l’anno prossimo: sappiamo già che anche quest’anno assisteremo alla triste lotteria che porterà all’esclusione di tanti di loro da alcuni istituti e all’essere “dirottati” verso altre scuole.

Tutto questo, accompagnato dalla riforma degli istituti tecnici e professionali, porterà ad un innegabile ritorno alla scuola classista che pensavamo di avere superato molti decenni fa.

Sono questi i motivi per cui saremo in piazza venerdì mattina 17 novembre: contro l’attacco, continuo e svilente, al lavoro pubblico che tutti i giorni regge pezzi interi di Paese e perché, se crolla il sistema pubblico, crolla un intero Paese”, conclude Claudio Riso.

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