Bruno Mossa De Rezende, capitano della nazionale brasiliana e di Modena Volley, sarà ospite martedì 5 dicembre a San Felice sul Panaro, presso il centro sportivo di via Garibaldi, alle 19, per la presentazione della sua biografia “Dal buio all’oro”. Un momento speciale, organizzato da Radio Pico insieme all’assessorato allo Sport del Comune di San Felice e alla Pro Loco, con il contributo di La Fisio Clinica di Mirandola ed Elettro 2000 di Cavezzo, per tutte le realtà sportive del territorio. A condurre l’incontro, dopo i saluti del consigliere comunale delegato allo Sport Paolo Pianesani, sarà Alberto Nicolini, editore di Radio Pico. Al termine dell’evento si avrà l’occasione di partecipare al firma copie. A seguire dj set e aperitivo.

La serata, a ingresso libero, approfondirà il tema della rinascita, vero focus evidenziato nell’autobiografia del capitano Bruno. Un testo edito per Rizzoli, scritto con i giornalisti Gian Paolo Maini e Davide Romani. Cosa succede quando sei il palleggiatore della Nazionale del tuo Paese, una squadra che ha vinto tutto, e improvvisamente nella tua testa compaiono fantasmi, insicurezze, dubbi, troppe domande al momento sbagliato? Il tutto complicato dal fatto che l’allenatore di quella squadra è tuo padre, uno dei coach più vincenti della storia? La carriera nella pallavolo di Bruno Mossa de Rezende è segnata da una cicatrice: c’è un prima e c’è un dopo. La data che fa da spartiacque è quella del 12 agosto 2012: nella finale olimpica di Londra si affrontano Brasile e Russia e i Verdeoro perdono incredibilmente dopo essersi trovati in vantaggio di due set. Da quel momento Bruno sprofonda in un buco, «esco, sempre, e bevo, sempre. Fuggo da casa per non restare solo con i miei pensieri, e finisco sempre per ritrovarmi in un bar o a una festa. A quel punto bevo sino a quando mi sento anestetizzato». Toccato il fondo, non è scontato riuscire a risalire ma Bruno ce la fa: accetta di farsi aiutare, inizia a lavorare su sé stesso, scopre la mindfulness e re-impara piano piano a concentrarsi, a disincagliarsi da quel momento sportivamente drammatico. Il premio di questo cammino è un palmarès straordinario che trova il suo apice nella medaglia d’oro conquistata alle Olimpiadi di Rio nel 2016, proprio davanti al suo pubblico, e che negli anni si arricchisce del Triplete italiano con Modena (squadra in cui milita attualmente), una Champions League e un Mondiale per club con Civitanova e del ruolo di portabandiera ai Giochi di Tokyo 2020. “Dal buio all’oro” è un racconto intenso e sincero scandito sì dalle vittorie, ma che ci permette di scoprire i labirinti psicologici nei quali può perdersi un atleta di altissimo livello, per poi ritrovarsi più forte di prima.

 

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