ROMA (ITALPRESS) – “L’obiettivo è quello di individuare delle misure che non siano spot, con un inizio e una fine”, ma di “individuare degli strumenti che effettivamente parlino di inclusione o di reinclusione nella società e nel lavoro”. Lo ha detto la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, durante un’audizione nella Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie.
“Riteniamo che sia giusto sostenere e accompagnare le persone e le famiglie in condizione di difficoltà, ma di non farne una condizione senza via d’uscita”, ha ribadito. Con questa finalità è stato individuato l’Assegno di Inclusione “che viene riconosciuto a garanzia della necessità di inclusione di nuclei familiari che hanno delle condizioni di fragilità al loro interno, che poi abbiamo identificato nella condizione di disabilità, nella presenza nel nucleo familiare di minori o di soggetti che hanno invece una un’età superiore ai 60 anni d’età. Poi, nel percorso di conversione in legge del decreto, abbiamo aperto a un’analisi molto più ampia e approfondita” comprendendo “altre situazioni di fragilità”, come le “persone che hanno sono affette da diversi tipi di dipendenze oppure le donne vittime di violenza, facendone anche una misura che possa sostenere le donne in un percorso di reinserimento anche lavorativo e nella società”.

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