Ci sono soprattutto storie di detenute nell’intervento di Caterina Liotti, del Centro documentazione donna di Modena, in Consiglio comunale, che dedica la seduta di giovedì 7 marzo alla Giornata internazionale della Donna. In programma, anche i chiarimenti sulla vendita a privati della sede storica Inps a Modena, tre delibere e alcune mozioni.

I lavori dell’Assemblea sono convocati nell’aula consiliare e sono trasmessi in diretta streaming sul sito del Comune (www.comune.modena.it/il-governo-della-citta).

La seduta inizia alle 15 con la risposta del sindaco Gian Carlo Muzzarelli all’interrogazione “Sfratto Inps di Modena” presentata da Lega Modena.

Dopo l’appello, alle 15.15, l’Assemblea ha in programma la trattazione di tre delibere. La prima, illustrata dal sindaco Muzzarelli, riguarda l’accettazione con beneficio d’inventario di un’eredità, le altre due, illustrate dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, la cui trattazione è subordinata all’ok della commissione consiliare, sono: permesso di costruire convenzionato per la realizzazione di un albergo diffuso e di un ristorante in stradello Bonaghino, lo schema di convenzione per un intervento di edilizia residenziale sociale di attuazione privata in via Zini.

Alle 17.30 l’Assemblea dedica un’iniziativa alla Giornata internazionale della Donna, curata, appunto, da Caterina Liotti, del Centro documentazione donna di Modena. Il focus è sul libro “No Name. Il carcere negli occhi delle donne”, che racconta il progetto “(Ri)comincio da me”, realizzato all’interno del carcere modenese di Sant’Anna nel 2023, e la mostra di opere delle detenute “(In)curabile bellezza. Donne che fanno comunità”.

A seguire, l’Assemblea discute quattro mozioni, a partire dal documento “Modena zerosei costruire il futuro: il sistema integrato prosegua e implementi il percorso di qualità nel contesto dei servizi educativi dei nidi e dell’infanzia” (presentata dal Pd).

I titoli delle altre mozioni sono: “Modifiche alle regole procedurali per il conferimento della cittadinanza onoraria” (Movimento 5 stelle); “Sviluppare aree verdi e sportive attrezzate e libere per favorire l’attività sportiva e l’aggregazione dei cittadini” (Europa Verde-Verdi); “I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono patologie complesse che richiedono cura e servizi assistenziali dedicati e continui” (Pd, Sinistra per Modena, Modena Civica, Euorpa Verde-Verdi e Movimento 5 stelle).

“NO NAME. IL CARCERE NEGLI OCCHI DELLE DONNE”

Caterina Liotti racconta il progetto realizzato nella sezione femminile del Sant’Anna. Al centro percorsi di consapevolezza e sostegno, anche attraverso l’arte

La detenzione femminile in Italia è quasi invisibile, sia per le dimensioni numeriche sia per la scarsa pericolosità sociale. Alla fine del 2023 le donne detenute nelle carceri italiane erano 2.541 a fronte di 60 mila 166 uomini; in Emilia Romagna sono 151 (mentre gli uomini sono 3.572) e a Modena sono 32 le donne rinchiuse nella sezione femminile del carcere maschile di Sant’Anna. Numeri e situazioni che contribuiscono a far “sparire” le donne detenute, i loro specifici bisogni e le loro sofferenze.

Parte anche dall’idea di rendere visibile questa realtà “No Name. Il carcere negli occhi delle donne”, il libro che racconta il progetto “(Ri)comincio da me”, realizzato all’interno del carcere modenese nel 2023, e la mostra di opere delle detenute “(In)curabile bellezza. Donne che fanno comunità”. Curato da Caterina Liotti, del Centro documentazione donna di Modena, il volume è al centro dell’iniziativa che il Consiglio comunale dedica alla Giornata internazionale della donna nella seduta di giovedì 7 marzo, con inizio alle 17.30, nella quale Liotti esporrà le esperienze che hanno portato alla realizzazione del libro stesso.

“No Name” è il nome che le detenute del Sant’Anna hanno scelto per il loro Collettivo, “autore” delle opere con le quali hanno voluto raccontare la detenzione femminile insieme alle volontarie e alle operatrici del Centro documentazione donna, della Casa delle donne contro la violenza, del Gruppo carcere città. La mostra, come i laboratori realizzati all’interno del carcere e la pubblicazione conclusiva, è il risultato del progetto “(Ri)comincio da me. Percorsi di consapevolezza e sostegno, da donna a donna, per il benessere psicofisico e il reintegro lavorativo e sociale delle donne detenute” che, a partire dalla primavera 2023, ha coinvolto circa 25 detenute e una decina di volontarie e operatrici che si sono incontrate nella biblioteca della sezione femminile raccogliendo bisogni disattesi, voglia di libertà, paure, sofferenze e cercando di costruire momenti di consapevolezza e sostegno incanalati nel laboratorio di educazione all’arte di cui la mostra è il risultato.

La mostra, esposta dal 7 marzo nella sede dell’Assemblea legislativa regionale dopo essere già stata allestita lo scorso novembre alla Casa delle donne e, di seguito, all’interno del carcere, restituisce l’esperienza del laboratorio artistico nel corso del quale le detenute hanno incontrato la comunità delle pescatrici del Delta del Po: un incontro nel quale le donne che vivono il carcere si sono messe in gioco facendo nascere una comunità basata sui valori della cura e della sorellanza come emerge dai collage che hanno realizzato (su fotografie di Marianna Toscani). Una narrazione nuova, come spiega Liotti, “che racconta qualcosa di apparentemente inconciliabile con la durezza del luogo in cui tutto ciò è avvenuto: la nascita di uno spazio di inaspettata bellezza”.

La pubblicazione “No Name”, realizzata in forma di catalogo, nella prima parte accompagna il visitatore nel percorso laboratoriale mentre nella seconda offre un contributo di Grazia Zuffa, autrice di diverse ricerche e pubblicazioni sulla realtà delle donne dentro al carcere. L’obiettivo è ridurre la distanza tra la città e il carcere affinché la società civile possa aiutare a sostenere percorsi di uscita dal reato e di reinserimento lavorativo e sociale delle donne detenute.

Il progetto “(Ri)comincio da me” è stato promosso dal Centro documentazione donna, Casa delle donne contro la violenza, Csv Terre Estensi in collaborazione con il Comune di Modena e dal Direzione della Casa circondariale Sant’Anna, ed è stato sostenuto con il contributo dell’8 per mille della Chiesa Valdese.

8 MARZO LE MIMOSE E LO SPETTACOLO

Venerdì 8 marzo, i tradizionali banchetti per la vendita del fiore simbolo della ricorrenza, la camminata “Donne in corsa” e lo spettacolo al Teatro Storchi

È la mimosa a segnare, come sempre, la Giornata internazionale della donna che cade venerdì 8 marzo. Anche a Modena ci saranno, dunque, i tradizionali banchetti dell’Udi-Unione donne in Italia per la vendita del fiore simbolo della ricorrenza. I banchetti sono aperti per tutto il giorno in piazza Mazzini e nella galleria del centro commerciale I Portali e vi si può trovare anche l’albo illustrato “Mimosa in fuga” scritto da Serena Ballista e illustrato da Paola Formica (edizioni Carthusia 2021).

È denso il programma della giornata che si concluderà al Teatro Storchi, alle 21, con lo spettacolo “Autobiografia di ignote” di e con Elena Bucci, ritratti di donne sconosciute e note, vere e inventate tra poesia, racconto e canto. Come è ormai tradizione, lo spettacolo è promosso dal Comune di Modena, assessorato alle Pari opportunità per la Giornata della donna ed è realizzato da Emilia Romagna Teatro / Teatro nazionale. L’ingresso è gratuito su prenotazione (biglietteria del teatro: 059 2136021).

Altro appuntamento consueto, arrivato ormai alla decima edizione, è “Donne in corsa”, la camminata non competitiva per il centro di Modena con partenza e arrivo in piazza Roma, promossa da Podistica Interforze e Uisp. La partenza è alle 19, il circuito, lungo tre chilometri, si snoda per le vie del centro storico e potrà essere ripetuto una o due volte (per informazioni: www.modenacorre.it).

Dalle 9 alle 13, a Roots (in via Selmi 67) si svolge il workshop gratuito per donne migranti “Empowher”, mentre alle 17, allo Spazio Nuovo di via IV Novembre è prevista la presentazione del libro “Non chiamatelo raptus” di Stefania Spanò, in arte Anarkikka. L’iniziativa è a cura di Legacoop estense e Cgil.

Il programma dettagliato delle iniziative per la Giornata internazionale della donna, che proseguono fino alla fine di marzo, è pubblicato sul sito del Comune di Modena (www.comune.modena.it/pari-opportunita).