Alla vigilia della Giornata internazionale dedicata ai diritti delle donne, l’Azienda USL di Bologna pone l’accento sul necessario impegno quotidiano e sull’importanza di fare rete da un lato, per promuovere una cultura condivisa in grado di intercettare precocemente le diverse facce attraverso cui si manifesta la violenza di genere, dall’altro per favorire la definizione di percorsi diagnostico terapeutici assistenziali dedicati al genere femminile, a fronte di evidenze scientifiche frutto della ricerca.

Contrasto alla violenza di genere e sviluppo della medicina di genere sono dunque obiettivi  trasversali alla mission dell’Azienda sanitaria, perseguiti sia attraverso iniziative rivolte e organizzate con le circa 10.000 persone dipendenti, sia grazie alla proficua collaborazione con Enti del Terzo settore ed altri Enti territoriali che permettono all’Azienda USL di raggiungere un maggior numero di persone e/o soggetti in condizioni di fragilità, pertanto più esposti a fenomeni di violenza e/o difficoltà di accesso alle cure.

Riparte oggi pomeriggio, 7 marzo, la rassegna di eventi organizzati nell’ambito del Festival “Io conto. Il valore alle donne”, finalizzati a promuovere l’educazione finanziaria ed economica, in particolare tra le donne con background migratorio e in condizione di fragilità sociale, tra le giovani generazioni (grazie ad iniziative promosse nelle scuole e nelle biblioteche) ed infine tra le dipendenti delle Aziende Sanitarie. Nuovi strumenti e nuovi linguaggi adottati, frutto dell’apprendimento delle precedenti edizioni, consentiranno di rendere sempre più partecipate le giornate di formazione, con l’obiettivo di scardinare i presupposti della violenza economica quale prodromo della violenza di genere.

Domani, 8 marzo, al via la campagna di sensibilizzazione “Percorsi Salute Donna” dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche, rivolta alle cittadine e ai cittadini. Dalle ore 9 alle ore 17, presso il padiglione principale, sarà allestito un punto informativo dove si potranno ricevere informazioni sui percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dedicati alle patologie femminili come sclerosi multipla, cefalee, epilessia, disturbi della nutrizione e alimentazione, ma anche esami neurodiagnostici come la RM fetale. Inoltre, per chi non riuscisse a raggiungere l’Istituto Scienze Neurologiche e volesse ricevere informazioni su ricerche e percorsi dedicati alle donne, sarà possibile telefonare, sempre dalle ore 9 alle 17, al numero di telefono 051.4966184, mentre per tutto il mese di marzo clinici e ricercatori (metterei personale clinico e della ricerca, così da evitare la declinazione al maschile) risponderanno a quesiti e domande che i cittadini e le cittadine vorranno inviare alla mail percorsisalutedonna@isnb.it

Ampia è l’attenzione dell’Azienda USL di Bologna alla salute (in un’ottica bio-psico-sociale) delle donne, ma tanto c’è ancora da fare. Nell’Azienda sanitaria bolognese circa il 70% del personale è donna. Nella professione medica le donne rappresentano il 62% della categoria ma, nonostante siano ormai ampiamente la maggioranza, hanno una retribuzione annua media inferiore fino al 20% rispetto a quella dei colleghi maschi. Tale differenza è spesso riconducibile all’attività libero professionale a cui gli uomini riescono a dedicarsi in misura maggiore rispetto alle donne, le quali sono ancora gravate della maggior parte del lavoro domestico e di cura, quindi lavoro non retribuito. Le donne dell’Azienda USL di Bologna, infatti, utilizzano il 93% che contratti di lavoro part time ed il 90% dei congedi parentali non retribuiti.

Nell’ottica di diffondere conoscenza e consapevolezza sul tema della violenza di genere e della medicina di genere tra tutti i professionisti, l’Azienda USL di Bologna sta sviluppando uno specifico percorso di formazione volto al conseguimento di un “core curriculum” in grado di attestare l’apprendimento di conoscenze e competenze acquisite dai dipendenti su questi temi. Il progetto, parte integrante del Piano aziendale per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere, prevede un questionario rivolto a tutti/e i/le dipendenti che sarà disponibile, a partire da domani 8 marzo, sulla intranet aziendale per rilevare la consapevolezza e l’esperienza vissuta dai diversi operatori e operatrici. Dall’analisi dei dati acquisiti, che si stima possa avvenire entro il prossimo settembre, verrà avviata la programmazione di specifici percorsi di formazione dedicati ai/alle dipendenti che partiranno con la restituzione della fotografia sulla conoscenza e consapevolezza generale in Azienda. Un ulteriore progetto è rappresentato dalla promozione dell’adesione da parte dei/delle Caregiver ai Programmi di screening oncologici organizzati. La tematica della salute dei/delle Caregiver riveste infatti una notevole importanza nell’ambito della Medicina di Genere.

Sul fronte della violenza di genere le azioni messe in campo dall’Azienda USL di Bologna sono molteplici: dalle campagne di sensibilizzazione e diffusione del numero antiviolenza 1522 affisso nei servizi dedicati alle donne in tutte le strutture aziendali, ai corsi di educazione finanziaria dedicati alle donne e volti alla loro emancipazione, al rafforzamento delle reti inter-istituzionali con l’obiettivo di arrivare ad un’intercettazione precoce della violenza di genere. A questo scopo sono molteplici anche i corsi organizzati nelle scuole dal personale degli Spazi giovani per educare adolescenti e pre-adolescenti alla relazione tra generi, cercando anche solo di mettere in discussione comportamenti talvolta acquisiti all’interno del proprio nucleo famigliare. A titolo esemplificativo solo nell’anno scolastico 2022-2023 sono stati coinvolti 20 istituti comprensivi appartenenti ai Distretti sanitari di Bologna città, Pianura Ovest, Reno-Lavino-Samoggia, e di Savena Idice, ovvero 76 classi nonché 1.658 ragazzi/e ed oltre 730 adulti di riferimento (tra insegnanti, genitori e personale educativo).

Restano stabili (tra i 40 e i 50) gli accessi delle donne che si sono rivolte tra il 2022 e il 2023 all’Ambulatorio dedicato alle vittime di violenza sessuale, mentre continuano a crescere le domande di accesso  al Centro Liberiamoci Dalla Violenza (LDV) dell’Ausl di Bologna: uno strumento di prevenzione e contrasto alla violenza di genere focalizzato principalmente su un percorso di trattamento per gli uomini che hanno agito violenza che prevede incontri settimanali o bisettimanali presso la Casa della Comunità Navile. Nel corso del 2023 presso il Centro LDV sono stati assistiti 30 uomini, mentre sono arrivati a 137 gli uomini in lista d’attesa, di cui 129 da “Codice rosso” ovvero con un percorso giudiziario in atto. L’accesso al Centro – finalizzato a rendere l’uomo consapevole della violenza, favorendone il controllo – è volontario e gratuito, sebbene siano fattori di esclusione l’eventuale dipendenza da sostanze, la presenza di una conclamata psicopatologia, l’impossibilità comunicativa per questioni linguistiche, nonché l’indisponibilità a consentire all’operatore di contattare l’eventuale partner all’inizio del percorso.

Al via la terza edizione del Festival “Io Conto”. Il valore alle donne grazie all’Associazione Culturale Sophia e all’Associazione Dry Art

Al via la terza edizione del Festival “Io Conto. Il valore alle donne”, promosso dall’Azienda USL di Bologna e dai Comitati Unici di Garanzia Aziende Sanitarie di Bologna grazie all’organizzazione dell’Associazione Culturale Sophia e dell’Associazione Dry-Art, con il sostegno economico dell’Assessorato alla montagna, aree interne, programmazione territoriale e pari opportunità della Regione Emilia-Romagna. Io conto. Il valore alle donne è un progetto finalizzato all’educazione economica e all’empowerment di genere che si svilupperà a Bologna e provincia tra i mesi di marzo e maggio 2024.

La rassegna è finanziata nell’ambito del Bando della Regione Emilia-Romagna volto a sostenere la presenza paritaria delle donne nella vita economica del territorio, favorendo l’accesso al lavoro, i percorsi di carriera e la promozione di progetti di welfare aziendale finalizzati al work-life balance e al miglioramento della qualità della vita delle persone.

Il Festival verrà inaugurato da un corso di empowerment e autonomia economica rivolto alle donne, con particolare attenzione alle donne migranti e/o in condizione di fragilità sociale, in collaborazione con altri ETS: Spazio Donna-Cadiai/We World Onlus.

Le tematiche affrontate saranno: fare rete, piccoli investimenti, chiedere un mutuo, risparmiare sulle bollette, aprire un conto corrente, chiedere prestiti, microcredito, assicurazioni, start-up al femminile, scrivere un curriculum, conoscere prodotti finanziari e assicurativi, opportunità di finanziamento per le imprese femminili. Grazie al sostegno di Coop Alleanza 3.0 saranno distribuiti alle partecipanti buoni spesa, merenda bio per i figli/e, servizio di baby-sitting e mediazione culturale.

La rassegna prevede inoltre, come tutti gli anni, un corso di formazione rivolto a dipendenti delle aziende sanitarie bolognesi. Si parlerà di diversity management, investimenti finanziari, welfare aziendale, processi di inclusione lavorativi, leadership di genere. Largo spazio sarà dato anche ai fenomeni di discriminazione di genere sui posti di lavoro (demansionamento, divario salariale di genere, molestie sessuali, soffitto di cristallo, segregazione di genere orizzontale e verticale). I corsi saranno accreditati come crediti formativi per le dipendenti, ma rimarranno comunque aperti a tutta la cittadinanza.

Il Festival prevede infine alcune presentazioni di libri, formazioni e un ciclo pensato per l’infanzia sul tema del risparmio e della decrescita, con particolare riferimento all’ecologia e alla sostenibilità, in collaborazione con le scuole del territorio e la Mediateca di San Lazzaro. Non mancheranno approfondimenti teatrali su grandi figure sanitarie femminili come quella di Rita Levi Montalcini.

Percorsi di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e ricerca scientifica dedicati alle patologie femminili presso l’IRCCS Istituto Scienze Neurologiche di Bologna

L’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, premiato nel biennio 2023-2024 con 3 bollini rosa (il massimo riconoscimento) per l’offerta di servizi dedicati alle donne, si distingue per l’appropriatezza di percorsi diagnostico terapeutico assistenziali dedicati, frutto di progetti di ricerca e del conseguente sviluppo della medicina di genere. I percorsi dedicati alle donne riguardano in particolare il Centro Sclerosi Multipla, il Programma epilessia, il Programma interaziendale di tecniche di neuroradiologia ad elevata complessità, il Centro Cefalee, il Centro Disturbi Nutrizione e Alimentazione.

Il Centro Sclerosi Multipla, di cui è responsabile Alessandra Lugaresi, è punto di riferimento nell’Area metropolitanea di Bologna per la diagnosi e la cura di pazienti con questa patologia.  Al fine di supportare le donne affette da Sclerosi Multipla, all’IRCCS sono stati realizzati diversi incontri, in collaborazione con Fondazione Onda, dedicati non solo alla procreazione, ma anche alle altre fasi della vita della donna. I professionisti del Centro assicurano un percorso di presa in carico, integrato con consultori e ospedali dell’Azienda USL. Il percorso inizia sin dalla presa in carico della paziente alla diagnosi, prosegue prima del concepimento e continua fino all’allattamento, per ottimizzare la strategia terapeutica non solo nel periodo pre-gravidanza e gravidanza, ma per tutta la durata della vita fertile ed oltre, nel periodo post-menopausale.

Il Programma Epilessia, di cui è responsabile Francesca Bisulli, è Centro di riferimento per le Epilessie Rare e Complesse della rete ERN.  In particolare, l’ambulatorio Epilessia e Gravidanza, di cui è responsabile Barbara Mostacci, assicura un percorso di presa in carico che inizia prima del concepimento e continua fino all’allattamento, per ottimizzare la terapia farmacologica nel periodo pre-gravidanza e tenerla monitorata nelle fasi successive. Definire il rischio di malformazioni congenite del neonato per ogni farmaco antiepilettico assunto in gravidanza, individuare rapidamente eventuali segnali di rischio associato ai farmaci, creare un sistema di sorveglianza permanente dei farmaci antiepilettici in gravidanza e dei loro effetti sono tra i principali obiettivi del progetto di ricerca “Gravidanza ed esposizione a farmaci antiepilettici in Emilia-Romagna” a cui partecipa l’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna.

Nell’ambito del Programma interaziendale di tecniche di neuroradiologia ad elevata complessità, diretto da Raffale Agati, sono presenti 3 medici neuroradiologi dedicati allo studio delle patologie pediatriche e fetali. Per quanto riguarda la diagnostica prenatale, quando l’ecografia morfologica di secondo livello (che rimane la metodica elettiva nella valutazione del feto) evidenzia il sospetto di malformazioni fetali complesse o comunque di patologie del nascituro, in particolare a carico del sistema nervoso, può essere indicato un approfondimento diagnostico con RM fetale che non prevede rischi né per la mamma né per il feto. Si tratta di un’opportunità diagnostica non disponibile in tutti gli ospedali poiché   richiede competenze specialistiche da parte del medico neuroradiologo che effettua l’esame.

Il Centro Cefalee, di cui è responsabile clinico Sabina Cevoli, parte della UOC. NeuroMet diretta da Pietro Cortelli, è tra i primi promotori del “Percorso emicrania donna” condiviso da Fondazione Onda e ANIRCEF Associazione di Neurologi in Parlamento, con l’obiettivo di fornire delle linee guida nazionali per la gestione delle pazienti con emicrania, per la cura e l’assistenza di questa patologia, che predilige nettamente il sesso femminile con rapporto pari a 3:1. Si tratta infatti di una malattia più severa e disabilitate tra le donne, con un importante impatto sulla qualità di vita, nonché sull’ambito famigliare, lavorativo e relazionale delle persone che ne sono affette. Nel Centro Cefalee dell’IRCCS dell’Azienda USL di Bologna ogni anno vengono eseguite mediamente 3000 visite.

Al Centro Regionale per i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione dell’Età Evolutiva, di cui è responsabile Antonia Parmeggiani, afferiscono i minori fino ai 18 anni che vengono presi in carico da un’equipe multidisciplinare (composta da medico, psicologo, dietista) che collabora con i servizi territoriali della Neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza, nonché con i Pediatri di libera scelta e/o medici di Medicina generale. Il Centro, con sede presso l’Unità operativa di Neuropsichiatria dell’Età Pediatrica dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna di cui è responsabile Duccio Maria Cordelli, ha registrato post pandemia un incremento del 30% delle prese in carico.  I disturbi alimentari sono patologie che interessano in prevalenza il sesso femminile; il rapporto di prevalenza nelle donne rispetto agli uomini si attesta tra 1 a 6 e 1 a 10. Nel 2023 sono stati seguiti 435 pazienti, provenienti anche da fuori regione.

La Struttura complessa di Medicina Riabilitativa Infantile, di cui è responsabile la Dott.ssa Antonella Cersosimo, si occupa di bambini affetti da disabilità neuromotoria che afferiscono alla struttura attraverso molteplici percorsi di collaborazione con diverse unità operative sia dell’IRCCS delle Scienze Neurologiche di Bologna, sia dell’AUSL che del Policlinico di Sant’Orsola, ma anche da altre regioni italiane. All’interno dell’Unità Operativa il bambino è seguito dalla nascita con il follow-up del neonato a rischio neurologico fino alla transizione all’età adulta attraverso un percorso di presa in carico, definito Percorso Neuromotorio Complesso, in collaborazione con i servizi territoriali. Tra gli strumenti riabilitativi utilizzati anche quelli legati all’impiego delle nuove tecnologie in Neuroriabilitazione, in uso dalla Medicina Riabilitativa Infantile (es. utilizzo della Realtà Virtuale o delle Brain Computer Interfaces per il miglioramento della motricità indipendente o del gesto) all’interno di progetti di ricerca attualmente in corso.