E’ di tre morti, quattro dispersi e cinque feriti gravi ricoverati a Bologna, Pisa e Cesena il bilancio dell’esplosione di ieri al lago di Suviana sull’Appennino Bolognese. Intorno alle 15:00 diversi tecnici esterni, oltre ad un dipendente di Enel Green Power, erano impegnati in un collaudo nella centrale idroelettrica di Bargi, quando all’improvviso una turbina è esplosa a 40 metri di profondità.

Il Sindaco di Camugnano ha proclamato per oggi il lutto cittadino e invita la cittadinanza, le istituzioni, i titolari di attività produttive a manifestare il proprio cordoglio partecipando nelle forme che riterranno più opportune.

Enel Green Power esprime ancora profondo cordoglio e vicinanza a tutte le vittime e alle loro famiglie. L’azienda continuerà a dare ogni forma di collaborazione alle autorità preposte per accertare i fatti. L’amministratore delegato di Enel Green Power, Salvatore Bernabei, si è recato immediatamente sul luogo per coordinare di persona le attività aziendali in raccordo con le autorità competenti.

Sul posto, nelle complesse operazioni di ricerca dei 4 dispersi, sono impegnati cento vigili del fuoco, di cui 61 inviati in rinforzo dalle regioni limitrofe. Stanno operando team USAR, sommozzatori, unità speleo alpino fluviali, squadre ordinarie ed esperti topografi.

Nella centrale erano in corso lavori di efficientamento che Enel Green Power aveva contrattualizzato con tre aziende primarie, Siemens, ABB e Voith. Da quanto ricostruito, il collaudo del primo gruppo di generazione era già terminato nei giorni scorsi e, al momento in cui è avvenuto l’incidente era in corso il collaudo del secondo gruppo. Enel Green Power sarà vicina in ogni modo ai feriti e alle famiglie delle vittime. L’azienda ringrazia le Autorità competenti che stanno lavorando incessantemente alle operazioni di soccorso e a cui sta prestando il massimo supporto.

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“La tragedia della diga di Suviana colpisce tutta la montagna italiana. Uncem esprime vicinanza alle famiglie delle vittime e dei dispersi, ringrazia i soccorritori e le forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco. Siamo unitissimi alle famiglie dei feriti in questo gravissimo incidente. Mi unisco ai Sindaci, alle Amministrazioni, al Presidente dell’Unione montana dell’Appennino Bolognese Maurizio Fabbri, a chi soffre per questa tragedia. La centrale idroelettrica è un impianto a pompaggio, con invasi collegati tra loro, tra i più grandi dell’Appennino. È una infrastruttura importante per la montagna italiana, per la nostra capacità energetica e per i territori dell’Appennino. Come ha detto il Sindaco di Camugnano, Marco Masinara, oggi è stata colpita un’intera comunità, nostra e di Enel che qui ha un forte legame con tutte le persone che da anni lavorano alla centrale. Questa comunità ferita, questa montagna ferita nella sua profondità, ha bisogno della vicinanza di tutto il Paese, anche per fare chiarezza sull’incidente, come espresso dal Presidente della Repubblica, e per costruire un nuovo rapporto tra chi produce e custodisce i beni naturali, acqua e forza di gravità, e chi li utilizza e consuma”. Lo afferma Marco Bussone, Presidente Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani).