
Nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, nella tarda mattinata dello scorso 28 agosto 2024, personale della V Sezione della Squadra Mobile “Reati contro il patrimonio”, ha eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere nei confronti di due cittadini italiani, un classe’73 nato in provincia di Bologna e un classe ‘61 di origini salentine, entrambi pluripregiudicati per reati contro il patrimonio e gravati da misure cautelari e di prevenzione.
Le indagini prendevano avvio a seguito della denuncia di un furto perpetrato a Casalecchio di Reno, in un’abitazione in cui i ladri erano entrati utilizzando le chiavi sottratte poco prima all’interno del veicolo che la proprietaria aveva lasciato in sosta. Le telecamere di videosorveglianza permettevano, subito, di individuare due uomini di mezza età, travisati e con cappellino in testa, noti agli operatori di polizia.

Il modus operandi utilizzato dai malfattori consentiva agli investigatori di collegare anche i suddetti episodi agli odierni indagati. I predetti, in tutte e tre le occasioni, arrivavano e fuggivano appiedati nella zona dell’appartamento da colpire, portando con sé un trolley per raccogliere i valori asportati e allontanarsi senza dare nell’occhio.
La veloce, quanto, complessa attività investigativa, effettuata attraverso l’analisi delle telecamere di videosorveglianza, dei tabulati e delle celle telefoniche, monitoraggio dei social-network nonché servizi di osservazione e pedinamento, consentiva di ricostruire la partecipazione di entrambi i soggetti nella perpetrazione di n.3 furti in abitazione commessi nel mese di maggio 2024 nella periferia del capoluogo felsineo.
A seguito di perquisizione domiciliare, in entrambe le abitazioni degli arrestati, si rinvenivano numerosi orologi e gioielli provento di furto, la bicicletta rossa da corsa rubata nel primo furto del 17 maggio scorso, arnesi da scasso di vario genere nonché il trolley utilizzato per portare via la refurtiva. Nello specifico, venivano sequestrate varie tipologie di serrature con cui i soggetti si esercitavano nell’apertura delle porte blindate delle abitazioni.
Dopo le formalità di rito, i predetti venivano tratti in arresto e condotti presso la locale Casa Circondariale.


