
Tra le prime risultanze particolarmente significative emerse in questi primi mesi di lavoro, come illustrato dal direttore scientifico Massimo Neri e dalla collega Giovanna Galli di UniMoRe, un gap di genere per quanto riguarda il tasso di disoccupazione giovanile risultato sorprendentemente elevato – circa il 10% – superiore al resto della regione. “Questo non significa che le condizioni lavorative delle donne, in provincia di Reggio, siano peggiori che altrove, anzi – hanno aggiunto i professori Neri e Galli – I gap relativi ai tassi di occupazione e di attività sono infatti migliori rispetto alla media, a dimostrazione di come nell’arco dell’intera vita lavorativa le donne reggiane abbiano comunque buone opportunità, ma nella fascia 15-24 anni la differenza di generare è decisamente molto marcata e solo in parte giustificabile con la prevalenza femminile tra chi prosegue con gli studi universitari”.
“Il report statistico con dati ed indicatori utili all’analisi del lavoro femminile nella nostra provincia sarà pronto per la fine dell’anno – ha confermato Claudia Aguzzoli – L’auspicio è che si possa dare continuità a questo progetto, reso possibile grazie al fondamentale sostegno della Regione, realizzando altre fotografie della situazione che consentano una puntuale verifica delle pari opportunità per far emergere, e monitorare nel tempo, eventuali fenomeni di discriminazione”.
Intanto, a sottolineare ulteriormente la validità del progetto, da marzo sono saliti a una cinquantina i soggetti che hanno aderito all’Osservatorio. Oltre al Comune di Bagnolo, che si è unito ai 27 inizialmente aderenti, si sono aggiunti anche l’Ordine degli ingegneri, il Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati e l’Associazione donne giuriste Italia di Reggio Emilia.

