
L’Alma Mater, già nel 2021, ha recepito le Linee Guida della Conferenza Nazionale degli Organismi di Parità delle Università Italiane e con esse il principio di autodeterminazione quale fondamento delle carriere alias, permettendo di accedere al servizio senza l’obbligo di presentare diagnosi mediche o perizie psichiatriche a tutte le persone che hanno il desiderio di essere riconosciute con il nome corrispondente all’identità percepita e scelta.
Un ulteriore passo in coerenza con i dati in crescita tra gli studenti per quanto riguarda le attivazioni delle carriere alias, dal 2017 ad oggi: 229 di cui 30 hanno ricevuto la sentenza definitiva di rettifica anagrafica; 5 hanno disattivato la carriera alias; 159 attualmente con carriera accademica attiva. Ciò mostra una crescente esigenza di riconoscimento e inclusività che ha portato l’Ateneo a estendere la carriera alias a tutto il Personale di Ateneo, modificando le Linee Guida e adottando un Accordo di riservatezza specifico. Un modo concreto di affermare che l’Università di Bologna accoglie e rispetta l’identità di ogni persona, e mantiene il proprio ruolo di istituzione aperta, inclusiva e attenta alle esigenze di tutta la sua comunità.

