
Giacomino Prandi aveva solo 19 anni quando fu strappato alla sua terra, Pratissolo, e deportato nei lager nazisti, dove perse la vita in condizioni disumane. Guerrino Ferrari, giovane fornaio di Cacciola, non ebbe un destino diverso: catturato dopo l’8 settembre 1943, trovò la morte in Germania sotto i bombardamenti alleati. Le loro storie, insieme a quelle di migliaia di altre vittime della deportazione, rappresentano un tassello irrinunciabile della memoria collettiva che il 25 gennaio sarà onorata a Scandiano con la posa di due Pietre d’Inciampo.
Nell’ambito della rassegna “Generazioni Resistenti”, dedicata all’Ottantesimo anniversario della Liberazione, questo evento non è solo un atto commemorativo, ma un invito a riflettere sui valori di libertà e giustizia, attraverso la memoria di chi li ha visti calpestati.
Le Pietre d’Inciampo, ideate dall’artista Gunter Demnig, sono piccole targhe in ottone fissate su sanpietrini e collocate davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalle vittime della deportazione.
Programma della giornata
- Ore 14.30: Pratissolo, via Cà Fantuzzi 7 – posa della Pietra d’Inciampo dedicata a Giacomino Prandi.
- Ore 15.30: Cacciola, via Navi di Sotto 13 – posa della Pietra d’Inciampo dedicata a Guerrino Ferrari.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Istoreco Reggio Emilia, ANPI Scandiano e l’Istituto Gobetti di Scandiano. A rendere speciale questa giornata sarà il lavoro degli studenti delle classi 5L e 5M dell’Istituto Gobetti, guidati nei laboratori da Giacomo Prencipe di Istoreco, che li ha accompagnati in un percorso fatto di ricerca storica, analisi di documenti, laboratori biografici e creativi. Con le pietre d’inciampo saranno posati anche due mazzi di fiori, gentilmente donati da “La Rosa e l’ortica” di via Mazzini 74/B, Scandiano.

Giacomino Prandi nacque il 25 settembre 1923 a Pratissolo. Dopo una gioventù trascorsa nei campi, fu arruolato nel 1943 e, poco dopo, catturato e deportato nei lager tedeschi. Le terribili condizioni di vita lo portarono alla morte il 17 febbraio 1944 nello Stalag VI C.
Guerrino Ferrari nacque il 13 febbraio 1920 a Cacciola e lavorava come fornaio. Richiamato alle armi nel 1942, fu catturato nel 1943 e deportato nello Stalag XI-A. Morì il 20 febbraio 1944 durante un bombardamento alleato all’aeroporto di Bernburg.
Il valore della memoria condivisa
«La posa delle Pietre d’Inciampo non è solo un tributo a Giacomino e Guerrino, ma un invito a tutta la comunità a riflettere sul significato della memoria come atto di resistenza culturale – commenta l’assessora alla Cultura Lorena Lanzoni – Gli studenti, attraverso il loro lavoro, non solo hanno restituito dignità e voce a queste vittime, ma hanno anche posto le basi per un futuro fondato sulla consapevolezza e sulla solidarietà».

