
Un parallelismo sorprendente: ambiente e salute. L’idea alla base della PLKP è semplice: ogni ambiente ha una “storia clinica” unica che va ricostruita nei dettagli per capirne la genesi, le fragilità e intervenire in modo efficace. Proprio come un medico analizza il passato di un paziente per curarlo al meglio, gli scienziati ambientali devono considerare millenni di interazioni tra uomo e natura per proteggere la biodiversità oggi.
‘Lo studio – riferiscono Mercuri e Florenzano dell’Università di Modena e Reggio Emilia – si è basato su un’analisi dettagliata di oltre 1.200 spettri pollinici provenienti da siti archeologici in tutta Italia’. I ricercatori hanno dimostrato che, nonostante la lunga influenza dell’uomo sull’ambiente, ogni luogo mantiene una propria unicità biologica. ‘Queste tracce del passato – continuano le ricercatrici – sono fondamentali per capire come i paesaggi si siano evoluti e per scegliere soluzioni sostenibili e specifiche per ciascun contesto’.
Nello studio viene anche introdotto il concetto di Pro-Antropocene, che meglio di altri descrive il lungo periodo che ha preceduto l’attuale e ha predisposto alla condizione odierna dove l’impatto umano è dominante. Comprendere questo percorso aiuta a decifrare le radici profonde delle “malattie ambientali” di oggi – come la perdita di suolo, la deforestazione e il declino della biodiversità.
Un protocollo interdisciplinare. ‘La PLKP è più di una teoria: è un metodo operativo che integra archeologia, paleobotanica, geomorfologia, analisi dei pollini e conoscenze locali per elaborare diagnosi ambientali e interventi su misura. L’obiettivo è prevenire interventi inefficaci e promuovere un rapporto più empatico tra esseri umani e natura’ afferma Zerboni dell’Università di Milano.
Un messaggio per cittadini e decisori. Questo approccio offre strumenti concreti per enti locali, parchi naturali e amministrazioni pubbliche, suggerendo che la conservazione efficace e duratura non può prescindere dalla conoscenza profonda del passato che ha modellato il presente. Al contempo, promuove una maggiore consapevolezza pubblica: prendersi cura dell’ambiente è come prendersi cura di sé stessi.
Questa ricerca è stata sviluppata nell’ambito delle attività promosse dal Centro Nazionale di Biodiversità (NBFC – Spoke 3) finanziato dal PNRR. Lo studio completo è disponibile su Scientific Reports: The precision land knowledge of the past enables tailor-made environment therapy and empathy for nature. doi.org/10.1038/s41598-025-97372-x

