
“Gli affitti brevi, complice una legislazione nazionale insufficiente – commenta Bagnoli – non hanno solo generato fenomeni di concorrenza sleale verso gli alberghi modenesi, ma hanno alimentato una vera e propria bolla speculativa sugli affitti: il loro sviluppo incontrollato – si contano 1000 POSTI LETTO IN CITTÀ, di cui il 75% in centro storico – ha avuto conseguenze devastanti, sotto gli occhi di tutti: prezzi alle stelle, impossibilità di reperire appartamenti di piccola-media taglia, graduale e repentina espulsione di residenza, lavoratori e famiglie dal centro storico”.
“Aziende manifatturiere, il settore dell’istruzione, l’università, le forze dell’ordine, il mondo della sanità, gli enti che erogano servizi di interesse per cittadini ed imprese – attacca Bagnoli – hanno sempre più gravi difficoltà a reperire personale; in non pochi casi lavoratori e proprie famiglie preferiscono letteralmente fuggire da Modena, che ormai ha costi per la casa insostenibili, paragonabili a metropoli come Milano o Roma”.
“Ciò che devo molto preoccupare – dichiara Bagnoli – è il rapido cambio di identità anche commerciale che sta provocando l’esplosione di affitti brevi nel cuore della città, con la conseguenza di vedere sempre più vetrine vuote e la sostituzione di attività commerciali e di servizio alla persona con esercizi del comparto ristorativo a servizio di chi in città passa ma non vive”.
“Il tema, peraltro – precisa Bagnoli – è stato trattato negli scorsi giorni, in occasione di un incontro presso ASSPI Modena, a cui erano presenti anche gli Assessori comunali Bortolamasi e Zanca e nel corso del quale è stata ricordata la costituzione dell’hub sul centro e della sua cabina di regia, con l’obiettivo, richiamato da Zanca stesso, di mettere in campo progetti ed azioni utili a rilanciare il commercio di prossimità e restituire centralità al cuore storico di Modena”.
“Accogliamo con favore – conclude Bagnoli – la volontà dell’amministrazione di consolidare un confronto strutturato con le associazioni, anche nell’ambito dell’hub urbano: il centro storico ha bisogno di una governance vera, di risorse e di una visione che unisca qualità urbana, accessibilità e vitalità commerciale. Serve passare dalle parole ai fatti, e Confcommercio è pronta a fare la sua parte per costruire soluzioni concrete e sostenibili”.

