
La decisione è stata presa anche a seguito delle analisi svolte all’interno del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e dalla valutazione che vietare la sola vendita delle bevande alcoliche e superalcoliche non sia puntualmente controllabile. La chiusura degli esercizi di vicinato alle 20 è stata ritenuta la soluzione più idonea a garantire una ordinata e serena frequentazione degli spazi pubblici. Inoltre, permette di evitare assembramenti nelle aree esterne ai negozi di vicinato, nelle quali l’abuso di alcolici determina disturbo e degrado urbano.
Le aree interessate dall’ordinanza del 20 giugno sono quelle del centro storico nell’area delimitata da viale Vittorio Veneto, viale Molza, viale Monte Kosica, viale Crispi, piazzale Natale Bruni, viale Caduti in Guerra, viale Rimembranze, piazzale Risorgimento alle quali erano state aggiunte in prima battuta: via dell’Abate, via Mazzoni, via Piave, via Medaglie d’Oro, via San Faustino, via Rainusso, via Cassiani, viale Gramsci, e via Emilia Ovest dall’intersezione con largo Aldo Moro all’intersezione con viale Italia. A partire dal 20 luglio alle vie già elencate si aggiungono anche: via Muzzioli, viale Sigonio, via Luosi, via Nonantolana nel tratto da via del Lancillotto a via Ciro Menotti.
“La decisione di prorogare l’ordinanza è stata presa perché i riscontri avuti dai residenti rispetto a questo primo mese sono buoni – spiega il sindaco Massimo Mezzetti – . Abbiamo ricevuto segnali positivi su una generale diminuzione di tensioni causate da assembramenti nei pressi di esercizi di vendita al dettaglio dove si sono determinate nel recente passato situazioni di abuso di alcolici e di abbandono di bottiglie e lattine, quando non di risse. Anche l’aggiunta di nuove strade nel provvedimento deriva dall’ascolto delle segnalazioni dei residenti. Come ho già detto questo è uno strumento in più di durata temporanea che mettiamo in campo per una città più vivibile, non solo in centro storico”.
Le violazioni dell’ordinanza prevedono una sanzione amministrativa da 500 a 5000 euro, nel caso di violazione ripetuta due volte in un anno il Questore può disporre la sospensione dell’attività per quindici giorni.

