
L’intesa, siglata tra il Comune di Mirandola e la Regione Emilia-Romagna, segna un passo decisivo nel percorso di ricostruzione culturale della città e di restituzione alla comunità di un patrimonio librario di grande valore storico e identitario. L’intervento è sostenuto da un contributo regionale di 50.000 euro, distribuiti tra il 2025 e il 2026, che si affianca all’impegno finanziario già assunto dal Comune di Mirandola, che ha stanziato oltre 65.000 euro per coprire i costi di trasporto, sistemazione e gestione dei servizi bibliotecari, affidati a un gestore esterno. Attualmente, la collezione è composta da 2.174 scatole contenenti volumi, documenti e cartoline: di queste, 906 sono già rientrate a Mirandola nel 2022, mentre le restanti 1.268 si trovano ancora presso l’Archivio storico regionale. La nuova sede della Biblioteca “Eugenio Garin”, riaperta nel 2023, è stata appositamente attrezzata con spazi, arredi e scaffalature idonee ad accogliere l’intera raccolta storica.
Il progetto prevede ora il trasloco dei materiali residui, la sistemazione a scaffale, il completamento degli allestimenti e l’avvio di una nuova fase di valorizzazione pubblica, con attività dedicate alla promozione della consultazione e alla fruizione da parte di studenti, studiosi e cittadini.
“Questo progetto – sottolinea l’Assessore Marina Marchi – rappresenta molto più di un semplice trasferimento logistico: è un’azione concreta di ricostruzione culturale e identitaria dopo il sisma. Il ritorno dei fondi antichi a Mirandola restituisce alla comunità un tesoro di conoscenza, e segna l’inizio di una nuova stagione di valorizzazione pubblica. Voglio sottolineare l’importanza della collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, che ha creduto nel progetto e lo ha sostenuto con risorse significative. Ma soprattutto, voglio ringraziare chi lavora ogni giorno per rendere la Biblioteca Garin un luogo vivo, accessibile e accogliente: è lì che il nostro patrimonio torna a essere bene comune e risorsa per il futuro”.

