
Oltre ad un’analisi approfondita del fenomeno partendo dall’individuazione dei primi possibili segnali di violenza, che a volte si nascondono dietro false attenzioni, il Vice Questore Paola Convertino ha fatto un excursus sugli strumenti di tutela, in particolare sull’ammonimento del Questore, che i dati testimoniano essere estremamente efficace nel bloccare il c.d. “ciclo della violenza, in quanto nella maggior parte dei casi evita che i comportamenti violenti si ripetano. È stato poi illustrato in maniera approfondita il funzionamento dell’app YouPol, realizzata dalla Polizia di Stato e scaricabile gratuitamente da dispositivi IOS e ANDROID, nata inizialmente per denunciare anche in anonimato episodi di spaccio, bullismo, di cui si è vittima o testimoni, ed estesa anche ai reati di violenza.
L’app permette di trasmettere in tempo reale messaggi, immagini, video e file audio agli operatori della Polizia di Stato o di chiamare direttamente dall’applicazione l’112 NUE. Le segnalazioni, che vengono ricevute e prese in carico dalla sala operativa della Questura competente per territorio, sono automaticamente georeferenziate, ma è possibile per l’utente indicare il luogo dove sono avvenuti i fatti.
L’Ispettore Beatrice Biasoli ha raccontato ai giovani studenti esperienze reali maturate a seguito di interventi della Squadra Volante. Entrambe le mattinate si sono concluse con una sorta di simulazione pratica da parte degli studenti che hanno impersonato, alternandosi, i ruoli di denunciante e operatore di polizia, per far comprendere la necessaria empatia che occorre avere o sviluppare per vincere il muro di resistenza dietro cui sovente si nasconde la vittima di violenza.

