
Così l’assessore regionale alle Politiche per il diritto allo studio universitario, Giovanni Paglia, che ha incontrato, oggi pomeriggio, i rappresentanti della Consulta studentesca.
“Solo ieri ci è stato comunicato dal ministero dell’Università e della Ricerca che arriveranno in Emilia-Romagna la metà delle risorse e cioè 15,9 milioni, rispetto ai 31 dell’anno accademico scorso, nonostante le rassicurazioni sulla dotazione inalterata dei fondi Pnrr- ha spiegato Paglia alle studentesse e agli studenti-. Una mancanza importante che ha comportato un lavoro intenso da parte nostra”.
Dei 12,5 milioni che si sono aggiunti in queste ultime ore, 2 arrivano da risorse di Ergo, l’azienda regionale per il Diritto agli studi superiori, mentre 10,5 da fondi europei.
Nell’anno 2024-25 la Regione Emilia-Romagna ha erogato complessivamente 143 milioni di euro. Per l’anno 2025-26 il numero degli idonei è in crescita e le risorse necessarie sono salite a 157 milioni. “Non ci aspettavamo questo incremento di fabbisogno e non se l’aspettavano neanche gli atenei- ha spiegato Paglia-. Sulle matricole significa un più 18% di idonei, e non era mai accaduto. La notizia è positiva perché vuol dire che c’è un avvicinamento all’università anche da parte di famiglie non abbienti, però servono molte risorse in più e noi allo stesso tempo dobbiamo registrare il calo del Fis, il Fondo integrativo statale, che ha cambiato i criteri e ha creato un disavanzo di 8,5 milioni, insieme ai 15 milioni mancanti del Pnrr”.
“Con le risorse in più reperite dal bilancio regionale siamo riusciti a recuperare la dotazione dell’anno scorso e non ci sono altre Regioni in Italia che impiegano somme così rilevanti da destinare al diritto allo studio- ha assicurato l’assessore regionale-. A dicembre con il secondo versamento raggiungeremo il 57% delle matricole e il 100% degli studenti beneficiari degli anni successivi. A gennaio andremo avanti a coprire le matricole, arrivando all’82%, che, insieme alla copertura degli anni precedenti porterà al 93% degli aventi diritto. Abbiamo fatto fronte all’aumento Isee, al calo del Fis, ma non riusciremo ad andare oltre, è uno sforzo già molto oneroso per una Regione e per una prospettiva futura. A questo punto il Governo si deve porre il problema del diritto allo studio”.

