
«Le caldaie domestiche e i piccoli impianti termici costituiscono una parte significativa del parco impiantistico nazionale – continuano Lapam e Cina –. La loro corretta manutenzione riduce il rischio di incidenti, di intossicazioni da monossido di carbonio e di malfunzionamenti. Inoltre garantisce un funzionamento efficiente, con minori consumi energetici e maggiore economicità di gestione contribuendo concretamente alla riduzione delle emissioni inquinanti. Indebolire il sistema dei controlli significa abbassare il livello di sicurezza degli edifici, trasferendo i rischi sui cittadini e sulle comunità locali, oltre a compromettere gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria, soprattutto nelle aree urbane più densamente popolate. Ogni eventuale revisione normativa deve prevedere la consultazione preventiva delle associazioni di categoria. Seguiamo da vicino le ipotesi di accelerazione della revisione della DR 74. In un momento in cui si parla di “transizione energetica” e di riduzione dei consumi, ridurre la vigilanza su migliaia di impianti invecchiati è un controsenso che rischia di avere un impatto negativo sulla qualità dell’aria e sulla sicurezza. Siamo aperti al confronto con il Governo, a cui chiediamo di ripensare e di rivedere la norma prima della sua promulgazione».

