
Le indagini si concentravano sull’esame delle immagini di video sorveglianza, avendo una svolta quando, nel corso di un servizio effettuato in Bolognina, gli investigatori assistevano ad uno scambio di una dose di crack. L’ acquirente, opportunamente controllato, presentava somiglianze significative con l’autore della rapina. L’uomo, cittadino marocchino classe 1998, irregolare sul territorio nazionale, quindi, veniva foto-segnalato.
I successivi riscontri consentivano di raccogliere gravi e concordanti indizi in ordine alla commissione della rapina consumata il 19 novembre; l’assenza di attività lavorativa e la conclamata dipendenza dal crack portavano a ritenere sussistente un grave rischio di reiterazione di reato contenibile, unicamente, con l’emissione di misura carceraria.
Si procede in ambito di indagini preliminari con la presunzione di innocenza dell’arrestato.

