
L’attività d’indagine ha avuto origine dalle dichiarazioni rese dalla donna ai Carabinieri della Stazione di Modena-viale Tassoni, dalle quali emergeva un quadro allarmante di violenza domestica commessa dall’indagato nei confronti dalla convivente, le cui condotte vessatorie erano degenerate dal novembre 2024, periodo in cui l’uomo aveva intensificato l’uso di sostanze stupefacenti.
L’indagato è accusato di ripetuti episodi di violenza fisica: percosse, schiaffi, pugni al volto e alla testa e lancio di oggetti nei confronti della donna; sottrazione del telefono cellulare per impedirle di allertare i soccorsi durante i frequenti litigi, nonché offese degradanti e gravi minacce di morte.
Il Giudice ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari, in particolare il concreto ed attuale pericolo di reiterazione di reati della stessa specie, giudicando inadeguate misure meno afflittive.
Si rammenta che la persona sottoposta ad indagini deve considerarsi presunta innocente fino a sentenza irrevocabile di condanna.

