
Il taglio del nastro della nuova esposizione dedicata ad Augusto Daolio è stato effettuato dal sindaco Simone Zarantonello insieme a Rosanna Fantuzzi, compagna di Augusto, alla consigliera regionale Elena Carletti e all’assessora alla Cultura Eva Lucenti. Un momento partecipato ed emozionante, che ha segnato la restituzione alla comunità di uno spazio rinnovato e pronto ad accogliere un racconto vivo e contemporaneo.
Il nuovo percorso espositivo accompagna i visitatori dentro la vita, la musica e la creatività poliedrica di Daolio attraverso fotografie, documenti, scritti personali e materiali che non si limitano a “mostrare”, ma invitano a conoscere l’uomo e l’artista, tra canzoni, pittura, impegno civile e sensibilità. Non una semplice raccolta di cimeli, ma un’esperienza immersiva in cui immagini, parole e suoni si rincorrono e si completano, parlando anche alle nuove generazioni.
Ad arricchire la visita è anche un’opera site-specific realizzata appositamente per il progetto dagli artisti DEM e ISOI: un intervento contemporaneo che dialoga con la memoria senza sovrapporsi, mettendo in relazione linguaggi diversi e ribadendo che la cultura resta viva quando continua a interrogare il presente.
La sala si propone inoltre come punto di incontro per la comunità: un luogo in cui ritrovarsi, condividere e riflettere sul valore della musica e dell’arte come strumenti di relazione e crescita.
“L’apertura dell’esposizione dedicata ad Augusto Daolio è un momento che sentiamo profondamente – ha dichiarato il sindaco Simone Zarantonello – perché restituiamo alla città uno spazio capace di raccontare una figura amatissima e di valorizzare un patrimonio di memoria e cultura che appartiene a tutti. Le tantissime visite nella prima giornata confermano quanto questo progetto sia atteso e quanto Nomadincontro sappia portare a Novellara persone, energie e attenzione. Continuiamo a investire nella cultura come scelta identitaria: è ciò che rafforza la nostra comunità e ne accresce la visibilità ben oltre i confini del territorio”.

