Giulio Errico è il nuovo responsabile della sede Lapam Confartigianato di Finale Emilia e Massa Finalese. Errico, dopo essere stato per diversi anni nel team dell’ufficio sviluppo, prende il posto di Giancarlo Affolter, il quale, dopo essere stato responsabile delle sedi di Finale e di Massa per tre anni, ricoprirà il ruolo di responsabile della sede associativa di Mirandola.
«Vivo questa nuova esperienza con entusiasmo e grande ambizione – afferma il neo responsabile Errico –: ringrazio Giancarlo per il lavoro svolto che sarà sicuramente di aiuto per il mio percorso. La linea tracciata in questi anni è stata importante e cercherò di contribuire a rafforzare il rapporto tra associazione e imprese, affinché le istanze delle realtà produttive del territorio vengano accolte e messe in pratica per favorire sempre di più lo sviluppo d’impresa».
Il cambio di responsabile ha coinciso con un momento di incontro insieme ai consiglieri della sede in cui si sono affrontati alcuni dei principali temi per il territorio. Al centro delle riflessioni le difficoltà del centro storico e delle realtà commerciali e la necessità di un continuo confronto costruttivo con la pubblica amministrazione e di un coinvolgimento sempre più importante delle scuole del territorio, affinché si sensibilizzino i giovani alla cultura del lavoro autonomo e all’imprenditorialità.
Durante il consiglio di sede si sono analizzati anche i dati del tessuto economico dell’Area Nord grazie ai dati dell’ufficio studi Lapam Confartigianato. Al 30 settembre 2025 sono 7.541 le imprese attive nei comuni dell’Area Nord, di cui 1.343 nel comune di Finale Emilia: di queste, 434 sono realtà artigiane. Rispetto al lungo periodo, dal terzo trimestre 2015 al terzo trimestre 2025, nel comune finalese si sono perse 219 imprese (-14%).
«Come associazione – commenta Gabriele Sedezzari, presidente delle sedi Lapam Confartigianato di Finale Emilia e di Massa Finalese – abbiamo il compito di continuare a sostenere l’imprenditorialità e di favorire un ricambio generazionale delle imprese del territorio. Solo così si riescono a mantenere l’unicità e la competitività delle nostre realtà in un mercato sempre più globalizzato».

