(DIRE) – “Lepore sotto il cemento, fuoco al museo” e altre scritte di questo tenore sono state tracciate nella notte per imbrattare la sede del Pd in via San Donato. Gli autori, che hanno firmato con la sigla anarchica, fanno esplicito riferimento al progetto del Museo dei bambini in costruzione al Pilastro, che “vi guarda con odio”, come recita un’altra scritta.
I dem vengono poi etichettati col neologismo “sionistri” in riferimento all’atteggiamento sul Medio oriente.
“Stanotte – denuncia il fatto Enrico Di Stasi, segretario provinciale Pd Bologna – la sede della Federazione del Partito democratico di Bologna, in via Andreini, è stata vandalizzata con un gesto gravissimo e vigliacco che qualifica chiaramente chi lo ha compiuto. Scritte oltraggiose e minacce, fino ad arrivare a gravi intimidazioni di morte nei confronti del sindaco Matteo Lepore, rappresentano l’espressione di una frangia violenta e antidemocratica che nulla ha a che fare con il confronto civile”.
Il contenuto delle scritte, aggiunge Di Stasi, “evidenzia anche un preoccupante distacco dalla realtà cittadina. In questo senso è particolarmente inquietante la presenza del triangolo rosso rovesciato accanto al nome del sindaco, simbolo carico di significati che richiama linguaggi e pratiche che Bologna ha sempre respinto”. Allo stesso modo, la scritta “il Pilastro vi guarda con odio” secondo Di Stasi “tenta strumentalmente di attribuire a un intero quartiere il pensiero di pochi individui isolati. È una rappresentazione falsa: il Pilastro è una comunità viva, plurale, che ogni giorno si confronta e dialoga con le istituzioni e con il Partito democratico”.
Da settimane, afferma ancora il segretario, “assistiamo a un’escalation di scritte e atti di odio nei confronti di partiti e amministratori. Per questo rivolgiamo un appello netto: si abbassino i toni. Il confronto politico, anche duro, non può mai degenerare in intimidazione o violenza. Bologna ha sempre dato prova di civiltà democratica, facendo del pluralismo e del dialogo il proprio tratto distintivo. Metodi e ideologie antidemocratiche e squadristiche saranno sempre condannati e respinti. Bologna, Medaglia d’oro della Resistenza, non darà mai spazio a queste derive: non avranno cittadinanza e non passeranno”. Peraltro, fa sapere il vicesegretario Matteo Meogrossi, la porta di ingresso della sede dem “riporta un danno evidente nel vetro, segno che si è cercato di entrare anche all’interno. Non è accettabile questo piano di contestazione. Non è accettabile che si arrivi a questo punto per opporsi ad un progetto come quello del MuBa. L’auspicio è che questi criminali vengano quanto prima identificati e paghino il loro conto con la giustizia”.
Per Meogrossi, “occorre che la politica tutta, da chi sta nelle istituzioni fino a chi al di fuori delle stesse guida processi sociali, isoli e allontani certe figure, anni bui questa città li ha già vissuti e nessuno vuole vederli tornare”. Di un “fatto grave da non sottovalutare” parla il deputato Pd Andrea De Maria, che assicura: “non ci faremo certo intimidire. Saremo con ancora più determinazione in campo per difendere la democrazia e respingere ogni deriva di violenza ed intolleranza”. (Bil/ Dire)
Il Sindaco: “Ringrazio per la solidarietà ricevuta in queste ore”
“Ringrazio quanti in queste ore hanno voluto rivolgermi parole di solidarietà e affetto per le scritte con insulti e minacce apparse sui muri di una sede del Pd.
Come ho avuto modo di dire già in diverse occasioni, si può essere favorevoli o contrari ad alcuni progetti dell’amministrazione, e il dissenso e le critiche sono sempre legittime.
Non ci siamo mai sottratti al confronto, anche quando può essere duro, e continueremo a farlo, perché di questo si nutre la democrazia.
Ma in questo caso siamo di fronte ad altro.
Sono certo che la cultura democratica della nostra città, e del Paese, prevarranno contro chi usa l’odio come strumento di lotta.
Per quanto mi riguarda, non mi farò intimidire da azioni di questo tipo e continuerò ad impegnarmi al massimo per la nostra città”.


