È stata una mattinata particolarmente partecipata quella del 25 aprile a Scandiano, con una presenza di cittadini superiore agli anni precedenti a testimoniare un rinnovato e condiviso senso di appartenenza attorno ai valori della Liberazione.

Le celebrazioni si sono aperte come da tradizione con le deposizioni delle corone d’alloro nei luoghi della memoria cittadina, per poi proseguire con il corteo accompagnato dal Corpo Bandistico Città di Scandiano fino al Parco della Resistenza, cuore della cerimonia istituzionale.

Proprio qui si è svolto uno dei momenti più significativi della mattinata: la restituzione pubblica del documento autografo di don Albino Rossi, parroco della Natività durante gli anni della guerra, attraverso l’ascolto dell’audio “Scandiano sotto le bombe”. Una narrazione asciutta, essenziale, che ha riportato i presenti dentro la drammaticità dei bombardamenti del 1944 e 1945, culminati nel tragico episodio del 17 aprile.

Un vero disastro”. Da queste parole, le uniche con cui don Rossi uscì dalla cronaca per commentare quanto accaduto, ha preso le mosse il discorso del sindaco Matteo Nasciuti, che ha ricordato una ad una le dieci vittime di quel giorno: Elisabetta Camurri, Gino Menozzi, Anna Contardi, Severina Rinaldi con i figli Iolanda e Gianfranco Tarabusi, Arturo Sessi, Athos Pattacini, Gastone e Giovanni Incerti. Alcuni familiari erano presenti alla cerimonia, in un momento di particolare intensità e raccoglimento per tutta la comunità.

Nel suo intervento il sindaco ha sottolineato la volontà dell’amministrazione di costruire una memoria sempre più radicata nelle storie delle persone, capace di restituire il volto quotidiano di chi ha attraversato quegli anni. Un percorso che trova nella riscoperta di documenti come quello di don Rossi un tassello fondamentale, anche grazie alla collaborazione con la Parrocchia della Natività, che ne ha custodito gli appunti.

Quelle parole che abbiamo ascoltato non sono solo memoria. Sono una consegna. Ci ricordano che la nostra città è passata attraverso la distruzione, ma anche attraverso la capacità di rialzarsi. Oggi, a distanza di ottantuno anni, siamo qui proprio per questo: per essere all’altezza di quella storia. Per custodirla, per trasmetterla, per far sì che non resti solo memoria, ma diventi consapevolezza condivisa. E allora, nel ricordare quel ‘vero disastro’, nel rendere omaggio alle vittime e a chi ha saputo ricostruire, rinnoviamo un impegno semplice ma fondamentale: quello di essere comunità”.

A seguire è intervenuto il presidente di ANPI Scandiano, che ha richiamato l’attenzione sul tema della guerra, purtroppo ancora oggi drammaticamente presente nello scenario internazionale, sottolineando come il 25 aprile rappresenti un monito attuale e non solo una ricorrenza storica.

In occasione degli 80 anni della Costituzione, l’attore Fausto Stigliani ha quindi proposto una lettura del celebre discorso di Piero Calamandrei, restituendo con forza e chiarezza il valore fondativo della Carta repubblicana.

Accanto alla memoria della distruzione, è stato richiamato anche il valore della ricostruzione civile, attraverso le parole del primo sindaco del dopoguerra Bruno Lorenzelli, che invitava la comunità all’ordine, alla disciplina e alla responsabilità nel momento della Liberazione. Un richiamo che mantiene intatta la sua attualità, ribadendo come la libertà sia una conquista da rinnovare ogni giorno.

Il Corpo Bandistico Città di Scandiano ha accompagnato tutti i momenti della celebrazione, contribuendo a scandire con la musica le diverse fasi della mattinata.