
Per tali ragioni, i Carabinieri hanno arrestato una donna di 38 anni, originaria di Scandiano ma residente ad Albinea, con l’accusa di furto aggravato. Al termine delle formalità di rito, la donna è stata posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Reggio Emilia. Le indagini preliminari proseguiranno per ulteriori approfondimenti e per definire eventuali ulteriori risvolti giudiziari.
I fatti risalgono alla mattina del 14 maggio 2026, quando i militari, affiancati da tecnici specializzati, hanno effettuato un sopralluogo presso l’abitazione del cittadino che aveva segnalato il problema. Dagli accertamenti è emerso un collegamento abusivo costituito da un cavo elettrico di circa 20 metri, partente dal contatore manomesso della vittima – privo dello sportello di chiusura – e collegato all’impianto elettrico dell’appartamento della vicina tramite un sistema rudimentale e pericolosamente isolato con semplice nastro adesivo. Al momento del controllo, l’energia sottratta illegalmente veniva utilizzata per alimentare diversi elettrodomestici e punti luce, tra cui un frigorifero, luci decorative e caricabatterie per dispositivi elettronici.
Una volta che i tecnici hanno rimosso il bypass, l’intera abitazione incriminata è rimasta priva di alimentazione, confermando che il prelievo abusivo rappresentava l’unica fonte energetica disponibile nei locali. La gravità della condotta illecita è stata evidenziata non solo per l’entità del danno economico subito dal denunciante, ma anche per i potenziali rischi alla pubblica incolumità legati al collegamento esposto su una parete esterna facilmente accessibile. Durante le indagini è inoltre emerso che la donna era già stata segnalata in passato per episodi analoghi, come il furto di energia elettrica e l’occupazione abusiva di immobili, sottolineando una presunta recidiva nei reati di questo tipo. Alla luce delle prove e dello stato di flagranza del reato, la 38enne è stata arrestata e deferita all’Autorità competente.

