
I fatti risalgono alla mattina presto del 30 aprile precedente, quando l’uomo, alla guida di un autocarro aziendale lungo l’autostrada A13 in direzione Bologna, è stato coinvolto in un violento tamponamento. L’episodio è stato causato dall’improvvisa entrata in carreggiata di un autoarticolato proveniente dalla corsia di emergenza. Dopo l’impatto, il conducente del mezzo pesante, mosso da un grande senso di responsabilità e altruismo, ha estratto l‘uomo ferito dal veicolo incidentato e lo ha messo al sicuro sulla carreggiata, riparandolo dietro al proprio autocarro.
I primi a intervenire sulla scena dell’incidente sono stati gli agenti di una pattuglia della Sottosezione di Altedo, che hanno prontamente adottato le misure necessarie per mettere in sicurezza l‘area e fornire il primo soccorso. Tra loro, un’agente si è particolarmente distinta per il supporto psicologico prestato al ferito, visibilmente sotto shock. L’assistenza è stata garantita fino all’arrivo dei soccorritori del 118. A un mese di distanza dall’accaduto, il cittadino ha sentito il desiderio di incontrare nuovamente quell’agente, in occasione di una visita alla sede della polizia alla presenza del comandante del reparto e del personale in servizio.
Durante l’incontro, ha espresso il proprio profondo apprezzamento per la professionalità e la sensibilità dell’agente, definendola un punto di riferimento essenziale in un momento tanto delicato e soprannominandola “il mio angelo in divisa”. Ha inoltre voluto estendere il suo elogio a tutto il corpo della Polizia di Stato, riconoscendo l’impegno quotidiano degli uomini e delle donne che operano sulle autostrade per garantire la sicurezza e la salvaguardia dei cittadini, spesso lontano dai riflettori della cronaca. L’incontro si è concluso in un’atmosfera ricca di emozione, a ulteriore dimostrazione del forte rapporto di vicinanza e fiducia che lega i cittadini alle istituzioni dello Stato.

