L’Emilia-Romagna è la regione in Italia che ha la migliore capacità di fronteggiare il maltrattamento infantile. Lo afferma la settima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, curato da Fondazione Cesvi e presentato oggi a Roma.

“I dati diffusi oggi da Cesvi- commenta l’assessora alle Politiche per l’infanzia, Isabella Conti- confermano un elemento per noi molto importante: l’Emilia-Romagna continua a investire con serietà, continuità e competenza nella tutela dell’infanzia e nel contrasto al maltrattamento minorile. È un risultato che non appartiene a una singola istituzione, ma al lavoro quotidiano di una rete fatta di servizi sociali e sanitari, Terzo settore, operatori, autorità giudiziaria, scuole e comunità territoriali. Come Regione stiamo proseguendo nel rafforzamento del confronto interistituzionale e multidisciplinare tra tutti gli attori coinvolti nei percorsi di tutela dei minori, con l’obiettivo di qualificare sempre di più il sistema sia sul piano della prevenzione, sia su quello della presa in carico, del sostegno alle famiglie e dell’accompagnamento all’autonomia dei ragazzi e delle ragazze”.

Per l’assessora “uno degli obiettivi fondamentali di questo lavoro è costruire linguaggi condivisi, strumenti integrati e modalità di coordinamento sempre più efficaci, nel pieno rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascun soggetto coinvolto. Per affrontare situazioni complesse serve infatti una rete forte, competente e capace di lavorare insieme. In questo quadro abbiamo scelto di rafforzare ulteriormente il sistema regionale di tutela con la costituzione di sette équipe di secondo livello dedicate alla tutela minori, sostenute dal 2025 con un finanziamento regionale annuale di 350 mila euro. Si tratta di un investimento importante per promuovere azioni di coordinamento, supporto specialistico, formazione e potenziamento dei servizi impegnati nel fronteggiare le forme più gravi di abuso e maltrattamento infantile”.

“Accanto a questo- conclude Conti- continuiamo a considerare prioritarie tutte le politiche di prevenzione e sostegno alle famiglie, a partire dal rafforzamento dei Centri per le Famiglie e dei servizi territoriali di prossimità, perché proteggere i bambini e le bambine significa anche accompagnare e sostenere le comunità educanti nel loro insieme”.

I dati Cesvi

L’analisi realizzata da Cesvi evidenzia dati sia sui fattori di rischio che sui servizi. Per questo sono stati selezionati una sessantina d’indicatori statistici, raggruppati per capacità secondo la teoria dell’“Approccio delle capacità nella prospettiva allo Sviluppo Umano” di Amartya Sen. Le 6 capacità in base alle quali sono stati aggregati e analizzati gli indicatori selezionati sono: cura di sé e degli altri; vivere una vita sana; vivere una vita sicura; acquisire conoscenza e sapere; lavorare; accedere alle risorse e ai servizi.

La formula utilizzata per confrontare le regioni sulla base dell’incidenza degli indicatori è quella del Quars che ha permesso di indicare quali Regioni operino meglio in relazione alle altre e rispetto alla media nazionale.

Attraverso l’analisi di fattori di rischio e servizi di prevenzione e cura, sono state classificate in quattro cluster – Regioni a elevata criticità, reattive, virtuose e stabili – da cui risulta un quadro nazionale ancora frammentato.

In questa settima edizione, l’Emilia-Romagna si è confermata prima per capacità di fronteggiare il maltrattamento infantile, seguita dal Veneto.

Il focus di questa edizione dell’Indice, dal titolo “Le parole sono importanti”, è dedicato al ruolo del linguaggio nel maltrattamento e nella cura all’infanzia. Lo studio si concentra sull’impatto del linguaggio abusante e quello che emerge dal rapporto è che uno degli strumenti per la prevenzione del fenomeno è investire sull’educazione alla cura e al linguaggio positivo di bambini e bambine, genitori e comunità educante, partendo proprio dalla formazione dei professionisti e dalla ricerca di un linguaggio condiviso su maltrattamento e cura nei tavoli di coordinamento territoriale.