
«Alle associazioni imprenditoriali chiediamo di continuare il confronto che ha al centro la salvaguardia delle professionalità presenti nel nostro settore e il sostegno al reddito dei lavoratori licenziati o in cassa integrazione, anche con interventi straordinari e innovativi che giudichiamo necessari in questa fase difficile – dicono Solmi, Chiatto e Serri – Occorre trovare strumenti contrattati tra le parti sociali affinché attraverso gli enti bilaterali si definiscano accordi per garantire il pagamento delle prestazioni assistenziali ai dipendenti di imprese in difficoltà negli accantonamenti alle Casse Edili. Tali intese dovranno comprendere anche momenti di qualificazione e riqualificazione del personale sospeso dal lavoro o in mobilità, per mantenerlo legato al settore delle costruzioni e, laddove sia possibile, costruire un processo virtuoso di reinserimento nel mercato del lavoro».
I sindacati ricordano, poi, che il rilancio del settore edile non può prescindere dalla regolarità, qualità e sicurezza. La Flc ritiene che siano utili intese per garantire una fiscalità di vantaggio e forme di accesso al credito che agevolino le imprese regolari e che tengono comportamenti virtuosi anche in questo momento di crisi, utilizzando gli ammortizzatori sociali e tutti gli altri strumenti previsti dalle leggi a salvaguardia dell’occupazione. «Il nostro obbiettivo prioritario è la tenuta del sistema delle costruzioni per evitare che la grande competizione tra le imprese agevoli le aziende irregolari a danno di quelle regolari. Auspichiamo che le forze dell’ordine e la magistratura continuino l’opera di controllo del territorio per impedire che la crisi di liquidità delle imprese favorisca soggetti capaci di mobilitare grandi risorse di dubbia provenienza, a discapito – conclude la Flc modenese – delle imprese regolari e strutturate che rispettano le leggi ed i contratti».

