
“Considerato comunque l’ingente prelievo d’acqua dal Secchia (mediamente di 7 metri cubi/secondo) chiediamo che venga permesso anche a Legambiente un controllo del deflusso minimo vitale (DMV) che dovrà essere di 1 metrocubo/secondo, in quanto è fondamentale che nel fiume, nel tratto di circa 750 metri dove sarà presente la condotta, restino sempre le condizioni minime per la vita acquatica e biologica del fiume stesso. Avere in certi momenti dell’anno infatti la portata ad 1 metrocubo/sec (al di là di quanto prevede la normativa che comunque consente questi valori), significa comunque per il Secchia ridurre sensibilmente in qual tratto di fiume la presenza di vita acquatica, quindi uno scompenso ambientale non indifferente. Non ci fidiamo inoltre degli organi preposti al controllo, visto anche quanto accaduto sul Po per il controllo delle draghe dotate di scatola nera, dove materialmente raramente vengono analizzati o scaricati i dati trasmessi dai sensori e troppo spesso in passato, per non dire sempre, chi doveva rilasciare l’acqua da questo tipo di impianti ha preferito tenersela tutta. Per questo Legambiente chiede di poter avere un controllo diretto sul DVM e la possibilità di visitare il cantiere soprattutto nelle fasi di inizio dei lavori in Secchia, momento molto delicato in cui verrà spostato il corso del fiume in un ramo secondario per permettere i lavori di realizzazione dell’opera di presa e della vasca di dissabbiatura”.
“E’ positivo – conclude Becchi – che Enìa si stia interessando delle energie rinnovabili, con un progetto che prevede l’autosufficienza energetica della valle del medio ed alto corso del Secchia, realizzando nei prossimi anni impianti eolici, a biomasse e fotovoltaici, in un sistema di produzione di energia diffusa che permetterà di avere un primo esempio concreto di una vasta comunità reggiana ad emissione zero di anidride carbonica. E’ necessario però, come anche per la centrale idroelettrica, che ci siano ricadute economiche oltre che ambientali per le comunità locali, sul cui territorio vanno ad insistere questi impianti”.

