
L’elaborato evidenzia anche i risultati che si stanno ottenendo nel segmento della riqualificazione del patrimonio esistente; una fascia di mercato di forte interesse se consideriamo che il maggior contributo al risparmio e alla riduzione delle emissioni di Co2, proviene potenzialmente dagli interventi di recupero energetico sul parco di immobili esistenti. Piu’ nello specifico, lo studio descrive le potenzialita’ di risparmio delle diverse soluzioni tecnologiche e progettuali, ricordando, ad esempio che una esposizione ottimale dell’edificio puo’ far risparmiare intorno al 3% del consumo di energia, che con una spesa di 380 euro/mq per le finestre termoisolanti si e’ in grado di ridurre del 18% le emissioni di Co2 o che un investimento in vetri ‘basso-emissivi’ si ripaga con in 10 anni.
Secondo lo studio commissionato dal Saie, inoltre, con operazioni di riqualificazione energetica del patrimonio direzionale pubblico, che necessiterebbe di un finanziamento di 1,7 miliardi di euro, si potrebbe ottenere un ritorno pari a 910 milioni di risparmio energetico, 511 milioni di gettito fiscale aggiuntivo e circa 350 milioni di incremento del reddito immobiliare, con una aumento dell’occupazione di oltre 17.000 addetti.

