
“L’idea è che il passante non è altro che una variante dell’infrastruttura esistente e quindi può essere data secondo le regole europee ad Autostrade per l’Italia” (che dovra bandire la gara europea per i lavori, ndr), precisa il presidente di Atlantia.
“La Commissione – spiega ancora Gros Pietro – vorrebbe che noi mettessimo a gara tutti i lavori e non solo il 40% come è richiesto dalla normativa italiana compatibile con la normale regolamentazione europea. Siamo di fronte a modalità nuove che devono essere esplorate”, dice ancora Gros Pietro che osserva ancora come la gara europea comporti tempi lunghi “ed i tempi fanno aumentare i costi”. “Noi mettiamo a gara i lavori per una parte rilevante degli investimenti che facciamo, ma – aggiunge – cerchiamo di usare la nostra controllata Pavimental tutte le volte che i lavori sono urgenti”. Gros Pietro, stante la complessità della situazione, non azzarda tempi per la realizzazione.
“Non abbiamo problemi di finanziamento – conclude Gros Pietro – è una opera che è inserita nel nostro piano d’intesa con Anas. Questo vuol dire che le remunerazione dell’investimento è assicurata in tariffa. Data la robustezza finanziaria di Autostrade per l’Italia e della controllante Atlantia che può emettere obbligazioni sui mercati internazionali quando l’investimento è compreso nel piano non ci sono problemi a trovare i finanziamenti”.

