
L’assessore Costi ha annunciato che le linee guida per la legislatura hanno come obiettivo di coniugare il contenimento e la razionalizzazione della spesa, la qualità dei servizi, l’efficienza della gestione e la valorizzazione delle risorse umane che, ha affermato, «per il livello del loro lavoro, sono il nostro punto di forza»,
«Per la nostra Provincia – spiega Costi – confermiamo un ruolo di governo di area vasta, sempre più orientato alla programmazione, al coordinamento e al controllo e sempre meno alla gestione diretta se non per le funzioni espressamente previste dalle norme regionali e nazionali. Rafforzeremo l’impegno per evitare le logiche autoreferenziali: la parola chiave – prosegue l’assessore – è semplificazione delle procedure e degli atti per ridurre tempi e costi per i nostri utenti anche attraverso un uso sempre più massiccio delle procedure informatiche, come la firma digitale. Il tempo sarà inserito come elemento costitutivo delle politiche e degli atti conseguenti».
Tra gli elementi indispensabili per ottenere i risultati attesi si indicano la cultura della qualità per orientare i servizi dell’ente alla soddisfazione dei cittadini, la formazione mirata della dirigenza e quella continua del personale, la flessibilità dell’organizzazione e delle strutture operative per dare risposte tempestive alle diverse esigenze senza aumenti di costi.
Il dibattito
Le linee guida della Provincia di Modena sulle politiche per il personale, presentate al Consiglio dall’assessore provinciale con delega alla Semplificazione amministrativa e alle Risorse umane Palma Costi, sono state approvate con il voto favorevole di Pd e Idv e l’astensione di Pdl, Lega nord e Udc.
Condividendo le modalità e l’impianto del documento, Ennio Cottafavi (Pd) ne evidenzia due elementi fondamentali come «la valutazione preventiva degli atti in base agli effetti che produrranno e il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nelle decisioni». Fabio Vicenzi (Udc) si è dichiarato «favorevole in linea di principio» osservando però che «se si è per la semplificazione bisogna esserlo sempre mentre esistono ancora sovrapposizioni di enti, per esempio nella gestione del territorio». Della stessa opinione anche Bruno Rinaldi (Pdl) che però ha apprezzato «la volontà di risparmiare attraverso razionalizzazione e sburocratizzazione». Monica Brunetti (Pd) ha sottolineato «la rilevanza data al criterio della responsabilizzazione nei confronti della spesa dell’ente, della direzione sia politica che tecnica e dei rapporti con gli altri enti territoriali». Astensione «benevola» per Mauro Sighinolfi (Pdl) per il quale «con questa programmazione si è cercato di ottenere il meglio con meno, riuscendo a coniugare le esigenze dell’ente pubblico con il contenimento delle spese e la riduzione del personale».

