
Si tratta di una delle ultime opere di Barocci, come mostra la condizione di incompiutezza, benché il primo acconto di pagamento risalga all’anno1600. Destinatario era l’altare di san Giovanni Buono nel duomo di Milano. La rimozione della tela dall’altare, avvenuta nel 1763, fu seguita dalla sua vendita per 40 zecchini all’abate bolognese Antonio Magnani, il quale poi la lasciò in eredità al Comune di Bologna nel 1811 insieme alla propria cospicua raccolta libraria.
La vasta tela, sottoposta ad un intervento di pulitura prima dell’esposizione, rappresenta dodici figure raccolte attorno al corpo di Cristo morto e – come ha osservato Andrea Emiliani – l’opera, anche se ha certamente rappresentato un problema per l’artista ormai anziano, considerata la complessità della scena gremita da personaggi raffigurati a grandezza naturale, ben documenta l’incanto della sua tavolozza e lesuggestioni della luce e del colore che caratterizzano le atmosfere del maestro urbinate.

