
Le date come è noto sono diverse da regione a regione, e ogni anno non mancano puntuali le polemiche sull’inizio dei saldi. Da un recente sondaggio Format-Confcommercio è risultato che l’87,2% dei commercianti intervistati è favorevole ad una data unica di inizio dei saldi. Se ci sono forti consensi per un inizio unificato dei saldi in tutta Italia non risulta lo stesso sul tema liberalizzazione: lo stesso sondaggio pone al campione di intervistati l’interrogativo se sono o meno favorevoli ai saldi liberi. Le risposte dicono che il 70% degli imprenditori del commercio non sono d’accordo con una totale liberalizzazione dei saldi, in particolare perchè per il 55,2% dei commercianti intervistati non porterebbe ad un aumento dei consumi e quindi a maggiori vendite.
“E’ arrivato il momento di mettersi intorno ad un tavolo e cominciare a ridisegnare le regole per le vendite straordinarie: i saldi non devono essere di ‘inizio stagione’ ma di ‘fine stagione’ – spiega il presidente Renato Borghi al vertice di Federmoda/Confcommercio -. Garantire le più ampie possibilità di acquisti a prezzi favorevoli per i consumatori è una priorità che può essere garantita dall’eliminazione di ogni vincolo sulle vendite promozionali”.
“Nel contesto generalizzato della crisi il settore della moda è stato sicuramente tra i piu’ colpiti – conclude Borghi -, le vendite della stagione A/I hanno registrato un andamento assolutamente debole e di conseguenza le scorte nei negozi sono elevate. L’ampia offerta quindi di prodotti e sconti medi superiori al 40% ci fanno sperare in una stagione di saldi moderatamente positiva”.

