
“Non ci aspettavamo una situazione così difficile, Bologna è una città che soffre molto rispetto agli altri Comuni dell’Emilia Romagna”, ha spiegato il segretario della Cisl cittadina, Alessandro Alberani, il quale in vista delle prossime elezioni regionali ha chiesto di ripristinare il ‘ruolo centrale’ del capoluogo emiliano nelle politiche territoriali. A rafforzare ‘il quadro preoccupante’ causato dalla crisi economica, si sottolinea il calo di oltre il 20% delle assunzioni nell’ultimo anno e i circa 60mila iscritti in stato di disoccupazione. In crescita (nel periodo gennaio-novembre 2008) anche le misure a difesa dell’occupazione con un aumento del 756% della cassa integrazione ordinaria, nel settore manifatturiero e dei servizi, e del 183% di quella straordinaria.
Il segretario della Cisl Bologna ha poi lanciato un appello a Regione, Provincia e Università per la nascita di un ‘accordo quadro’ con le parti sociali che porti ad un “utilizzo efficace ed efficiente” dei finanziamenti europei (fondo Fers) e ha evidenziato l’importanza di sostenere “un processo di ristrutturazione delle aziende” verso una maggiore internazionalizzazione. In Emilia Romagna, nel 2009, la crescita del tasso di disoccupazione (3.7-4% rispetto al 3.2% del 2008) è ai livelli più bassi in Italia. Secondo il rapporto della Cisl i risvolti più critici riguardano le nuove assunzioni (con una flessione del 20%) ed il mancato rinnovo dei contratti a termine per circa 25mila precari. Le previsioni per il 2010 descrivono per la regione uno scenario di ripresa: il pil dovrebbe crescere in termini reali dello 0.9% e nell’anno successivo dovrebbe avere un aumento più significativo pari all’1.5% grazie alla ripresa delle esportazioni.

