
Per De Vinco l’anno internazionale delle cooperative giunge al momento giusto, perché la cooperazione è un modo di fare attività imprenditoriale più sostenibile rispetto ai modelli capitalistici tradizionali, messi in discussione dalla crisi scoppiata nel 2008. «Ciò che anche a Modena distingue questo modello d’impresa dagli altri è la condivisione dei valori di democrazia, solidarietà, uguaglianza, partecipazione e auto-responsabilità i quali – conclude il presidente di Confcooperative Modena – permettono di creare imprese al servizio di un interesse più ampio rispetto alla massimizzazione del profitto per pochi».
Oggi nel mondo sono oltre 800 milioni i soci di cooperative e cento milioni i dipendenti. In Italia la cooperazione vale il 6 per cento del Pil e il 7 per cento degli occupati; a Modena la cooperazione rappresenta il 10 per cento del valore aggiunto dell’economia e il 12 per cento degli occupati. Nel 2008 il giro d’affari delle cooperative modenesi aderenti alle tre centrali (Agci, Confcooperative e Legacoop) è stato di 5,1 miliardi di euro; le persone occupate erano 24.500 (57 per cento donne, 5 per cento immigrati), mentre i soci superavano le 379 mila unità.

