
La storia si ispira ad una sceneggiatura scritta nel 1967 dal grande Gianni Rodari per promuovere tra i bambini i valori dell’uguaglianza, del rispetto delle diversità, dell’amore per la natura. All’epoca, quella storia divenne un film animato dai burattini di Otello Sarzi, rimasto sostanzialmente inedito. Quel progetto e i valori che esso intende veicolare, tuttora attualissimi e sanciti dalla stessa Costituzione, sono stati ripresi da Mauro Sarzi, che nella mostra ha raccolto i materiali originali a suo tempo realizzati da Gianni Rodari e Otello Sarzi, ed uno spettacolo, che racconta – facendo interagire i burattini con i bambini – la storia di un giovane artista un po’ bohémien (Ciao capellone) e di un rospo suo coinquilino, perseguitato da un padrone di casa che non sopporta chi è diverso.
Un bilancio dunque del tutto positivo di questa settimana “con un grandissimo entusiasmo che ho percepito sia da parte dei bambini, sia da parte degli insegnanti” ha raccontato Sarzi alla presidente Masini che da parte sua ha ribadito l’impegno della Provincia: “Siamo al vostro fianco per la valorizzazione di questo patrimonio dal valore inestimabile e che come tale appartiene all’intera comunità reggiana”. Al momento la Provincia ospita nei propri magazzini – dopo lo “sfratto” dalla ex scuola elementare di Pieve Rossa – una grande quantità di burattini e di materiale di estrema importanza artistica e storica e sta lavorando affinché si possa trovare una sede definitiva: “Intanto vogliamo lavorare per portare questi famigerati burattini nelle piazze a disposizione dei bambini, penso alla splendida cornice di piazza Fontanesi. Si tratta di iniziative che ritengo possono vedere un positivo lavoro di Provincia, Comune e Reggiochildren”.

