
Il documento ritiene infatti che “un lungo commissariamento sarebbe un danno per la città poiché sottrarebbe Bologna per troppo tempo ad un governo democraticamente eletto e rappresentativo della volontà popolare, capace come tale di assumersi la responsabilità delle scelte da compiere in materia di politica economica, di investimenti e infrastrutture, di contrasto alla crisi economica, di progetti di riforma istituzionale in rapporto con gli altri enti locali del territorio, con la Provincia e la Regione”.
Per questi motivi l’odg chiede infine alla presidente Draghetti e al presidente del Consiglio Merola “di farsi portatori di questa volontà politica per rilanciare concretamente Bologna nella prospettiva di crescita sia regionale che europea”.
Quest’ultima richiesta era sostenuta anche da un altro un ordine del giorno, proposto dai consiglieri dell’Udc Sorbi e Tommasi, che invitava “il parlamento a rendere possibile lo svolgimento di un ulteriore turno elettorale ordinario, da svolgersi tra il 15 settembre e il 15 novembre”.
Il documento dell’Udc non è stato accolto e ha ottenuto 1 voto a favore (Udc), 20 astensioni (Pd, Idv, Pdci/Prc) e 6 voti contrari (Pdl e Lega).

